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Russia 2018: ecco le semifinaliste

Tra conferme e sorprese anche i quarti di questa edizione dei Mondiali sono andati in archivio. Le due semifinali saranno Croazia-Inghilterra e Francia-Belgio

Saranno Croazia-Inghilterra e Francia-Belgio le semifinali del Mondiale di Russia. Tutte europee le squadre rimaste in corsa: se da Asia e Centro America non ci aspettavamo poi molto, l’Africa è andata fuori già ai gironi, mentre il Sud America ha salutato le sue ultime due rappresentanti, Uruguay e Brasile, ai quarti di finale. Analizziamo le compagini che si contenderanno il titolo nella Coppa del Mondo più sorprendente degli ultimi anni.

FRANCIA. Prima squadra a conquistare la semifinale e favorita d’obbligo. I “Bleus” hanno l’organico apparentemente più pronto a disputare un appuntamento importante come l’ultimo atto di un Mondiale. I ragazzi di Dechamps, reduci dalla finale europea del 2016 persa in casa contro il Portogallo, hanno l’esperienza giusta per potersi tornare a fregiare, dopo 20 anni, del titolo di campione del mondo. I francesi arrivano in semifinale a 12 anni dall’ultima volta: allora fu sconfitto proprio quel Portogallo che due anni fa tanto ha fatto soffrire i transalpini, con un gol su rigore di Zinedine Zidane che sarà protagonista anche nella finale contro l’Italia. Inutile ricordare come finì. L’allenatore marsigliese ha dalla sua un gruppo pieno zeppo di giovani già affermati ad alti livelli, per i quali la conquista dell’alloro più importante profumerebbe di consacrazione. La Francia può godere di una spina dorsale forte che attraversa tutto il campo: da Lloris a Griezmann con in mezzo Pogba e l’onnipresente e infaticabile Kanté, l’equipe de France sembra essere veramente la squadra più attrezzata poiché abbina alla classe cristallina di alcuni interpreti, anche la straripante forza fisica, nonostante una fase a gironi affrontata coi giri del motore piuttosto bassi. Dechamps, tra l’altro, fu membro di quel favoloso gruppo capace di vincere nel ’98 il Mondiale di casa e, due anni dopo, l’Europeo in Belgio e Olanda: con la sua esperienza saprà di certo consigliare i più giovani, come Mbappé, dimostratosi vero crack del calcio internazionale e coccolato e consigliato dal proprio tecnico subito dopo il successo contro l’Uruguay. Il giovane del Psg non era nemmeno nato quando il suo allenatore sollevava al cielo di Saint Denis la Coppa del Mondo. Il 15 luglio potrebbero alzarla assieme.

BELGIO. I “Diavoli Rossi” giocano forse il calcio più bello, insieme alla Croazia, che abbiamo potuto ammirare in questa strana Coppa del Mondo. Forti del successo contro gli strafavoriti brasiliani, i belgi vogliono continuare a stupire, e quale avversario migliore della Francia per farlo? La squadra di Martinez, tra l’altro, ha mostrato una solidità difensiva che davvero non ci si aspettava, annullando Neymar, grazie a un Kompany straripante, vero e proprio trascinatore della propria retroguardia. E pazienza se alla Seleçao manca forse un rigore causato proprio dal capitano del Belgio. La difesa, però, resta la zona di campo in cui le Belgique sembra essere più vulnerabile, e a dimostrarlo ci sono i due gol subiti dal Giappone. Ma se Kompany sarà in grado di capitanare il proprio reparto così come fatto col Brasile, e se Courtouis, fuoriclasse assoluto tra i pali, continuerà a dare manforte alla baracca, allora per il Belgio ci sono alte probabilità di fare bella figura, dato che da centrocampo in su poche altre squadre possono vantare tanta completezza. C’è la fantasia e il genio, con Hazard, la velocità e la tecnica, con Mertens e Ferreira Carrasco, e la straripanza fisica e il senso del gol, con Lukaku. Occhio ai “Diavoli Rossi”, che dopo aver abbandonato per una buona fetta di partita il mondiale contro il Giappone, adesso sono pronti a prendersi tutto ciò che il loro immenso talento merita. Con un Fellaini in più: sgraziato, coi piedi di ghisa e brutto quanto basta, ma sempre sul pezzo e capace anche di segnare gol pesanti. Attenzione però: senza un buon filtro a centrocampo, con l’utilizzo, magari, di Dembelé, Martinez rischia di essere fagocitato in una zona nevralgica del campo da quel mostro ubiquo di Kanté. Dovranno essere bravi i belgi a fare la partita, altrimenti potrebbe finire il sogno.

INGHILTERRA. Toh, chi si rivede! L’Inghilterra torna in una semifinale mondiale a 28 anni di distanza dall’ultima volta. Solo il Belgio ha fatto peggio tra le rimaste, accedendo a una gara così importante per la prima volta dal 1986, ma i “Diavoli Rossi” non vanno in giro a vantarsi di essere gli inventori del football. E dire che in passato gli inglesi non si degnavano nemmeno di partecipare alla Coppa del Mondo, tronfi della loro presunta superiorità. Oggi, invece, darebbero tutto per tornare a vincere. L’ultimo e unico titolo della nazionale dei tre leoni, risale al 1966, 52 anni fa. Molto è cambiato da quella partita di Wembley contro la Germania, con lo storico gol-non gol di Geoff Hurst ancora indelebile nella mente dei tedeschi e la Coppa Rimet consegnata da una giovane Regina Elisabetta a Sir Bobby Charlton. Oggi una cosa del genere non potrà più accadere grazie alla gol line technology (la Regina, invece, è ancora saldamente al suo posto) ma l’Inghilterra è pronta a tornare sul tetto del mondo. La parola d’ordine è programmazione: le under d’oltremanica hanno spadroneggiato negli ultimi europei e mondiali di categoria, e molti di quei campioncini, da Alli a Sterling, sono oggi nella nazionale dei “grandi”, pronti a cucire sulla maglia la seconda stella. Gli inglesi non hanno espresso sicuramente il calcio più bello, ma hanno vinto. Il ct Southgate è stato bravo a non snaturare nel gioco la propria squadra, sempre molto britannica con un gioco abbastanza ruvido ma veloce sulle fasce. Tuttavia i leoni, a differenza di altre selezioni del passato, hanno sicuramente due marce in più: un ottimo portiere e uno straordinario centravanti. Da Shilton in poi, l’Inghilterra ha cambiato tanti estremi difensori, ma nessuno è stato mai all’altezza, nemmeno David Seaman. Jordan Pickford, invece, ha dimostrato di saperci fare, e con lui a proteggere i pali tutta la retroguardia inglese, non composta di certo da fenomeni, riesce a giocare con maggiore serenità. È vero, la squadra ha concesso in tutte le partite, tranne che con la Svezia, almeno un gol, ma con Pickford, quantomeno, i tifosi non dovranno temere per ogni tiro subito. Quanto al centravanti, Harry Kane è un top player. Punto. Non bisogna aggiungere altro. Forte di testa, coi piedi, giocatore a tutto campo e leader vero, l’attaccante del Tottenham ha ridato all’Inghilterra un bomber che non si vedeva dai tempi di Shearer. E dire che questo ragazzone, qualche anno fa, fu vicino al Livorno. Sliding doors.

CROAZIA. Eccoli infine i sudamericani dei Balcani. La Croazia torna a disputare una semifinale mondiale dopo 20 anni: allora furono sconfitti dai padroni di casa della Francia, dopo essere andati in vantaggio con Suker ma rimontati da una inaspettata doppietta di Thuram. Ma le caratteristiche di questa nazionale sono, oggi come allora, sempre le stesse. Un portiere così così, seppur decisivo agli ottavi contro la Danimarca, una difesa non proprio impenetrabile ma poi… la poesia! Solo il Belgio può rivaleggiare coi croati per il titolo di squadra più bella del mondiale, anche se con nomi meno importanti. C’è un uomo che trascina più di tutti con la sua classe e il suo estro la nazionale balcanica, ed è Luka Modric. Il centrocampista del Real Madrid è la vera anima di una squadra che fa dell’attacco la propria arma migliore. La palla illuminante che l’ex giocatore del Tottenham ha fatto pervenire a Rebic nelle ultimissime battute del match contro la Danimarca, quasi sembrava parlare per quanto era bella. E pazienza se sugli sviluppi dell’azione lo stesso Modric ha fallito il rigore che poteva risultare decisivo. La selezione del ct Dalic può contare, inoltre, su un attacco che per caratteristiche è completo come solo quello, guarda caso, del Belgio: forza fisica con Mandzukic, inventiva e velocità con Kramaric, Perisic e Rebic. Il tutto assistito da un centrocampo che, oltre al maghetto del Real, può schierare piedi finissimi come quelli Rakitic, giocatore eccezionale e perno del Barcellona, Brozovic e Kovacic. Quando la Croazia fu sconfitta dalla Francia nel ’98 era al suo primo appuntamento come nazionale, e fu una sorpresa. Oggi è una solida realtà.

VINCE LA GIOVENTÙ. Un filo conduttore lega queste quattro nazionali, ed è la giovinezza. A vario titolo. C’è quella programmata dell’Inghilterra, dalle under alla prima squadra. C’è quella più “matura” di Belgio e Croazia, che hanno dei giovani già “anziani” considerando da quanto tempo giocano ad alti livelli. C’è poi quella inesauribile della Francia, vera e propria fucina di talenti. Ad ogni modo sono i ragazzi che vincono. Vuoi perché hanno fame, vuoi perché il talento vince su tutto, la spregiudicatezza dell’età può portare a risultati ottimi. Certo c’è da pazientare: tutte queste selezioni hanno mancato appuntamenti importanti pur avendo dalla propria parte i mezzi giusti per vincere. Ma sono riuscite a ricostruire. La Francia dai fallimenti tra europei e mondiali dal 2008 al 2012; la Croazia e il Belgio dall’Europeo del 2016, concluso troppo presto; l’Inghilterra… beh, l’Inghilterra da 20 anni abbondanti a questa parte, ma è con la pazienza e la programmazione che si vince, e solo dando spazio ai propri giovani talenti. Comunque, ad oggi, c’è il 50% di possibilità che a vincere la Coppa del Mondo sia una squadra che non l’ha mai fatto prima. Non sarebbe una sorpresa, nel mondiale delle sorprese.

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