Mondo

L’invasione degli smombie

Un esercito di giovanissimi, tutti con la testa china sugli smartphone. E le città si adeguano per limitare gli incidenti. A Bolzano il primo esempio in Italia

Dopo la Cina, la Corea del Sud e l’Olanda, anche l’Italia si prepara a fronteggiare l’invasione degli smombie. Un esercito di morti viventi, per lo più giovani o giovanissimi, che camminano per strada ipnotizzati dal loro cellulare. Distratti e quindi pericolosi, tanto che in giro per il mondo si moltiplicano i tentativi di arginare il fenomeno, o quanto meno di renderlo meno rischioso. L’ultimo arriva da Bolzano, dove sono comparsi dei paracolpi attorno a cartelli stradali e pali della luce per proteggere l’incolumità di chi cammina con la testa china sullo smartphone.

L’idea fa parte di una campagna chiamata #staysmart, studiata dalla provincia altoatesina per sensibilizzare all’uso degli smartphone in modo consapevole. Sui “paratesta”, oltre alla sagoma di un omino impegnato a guardare il cellulare, è indicato l’indirizzo di un sito web (staysmart.it) su cui sono indicati 5 consigli per migliorare il proprio rapporto con i dispositivi elettronici: navigare in wi-fi, innanzitutto, per attenuare la portata delle onde elettromagnetiche emesse dallo smartphone; spegnere il cellulare nelle ore notturne e a tavola; non utilizzarlo alla guida di autoveicoli; tenere accesa la geolocalizzazione in previsione di situazioni di emergenza. La campagna, partita da pochi giorni, ha raccolto le reazioni entusiastiche dei cittadini che stanno diffondendo le foto della simpatica trovata sui social network, contribuendo al successo dell’esperimento.

Aveva fatto molto discutere anche la decisione del Garante per le telecomunicazioni di Seul di rendere obbligatoria la funzione che blocca gli smartphone quando il suo proprietario muove più di cinque passi. In Corea del Sud negli ultimi cinque anni, certifica il ministero dell’Interno, il numero di incidenti legati all’utilizzo dello smartphone è cresciuto di cinque volte. Nel 40% dei casi sono coinvolti, spesso travolti da macchine che non avevano visto, ragazzi sotto i 20 anni. E non è finita: la maggior parte dei sinistri di verifica tra le 15 e le 17, cioè quando nel Paese le scuole chiudono e gli studenti fanno ritorno a casa. Una vera e propria emergenza nazionale, che ha indotto il Garante ad assumere una decisione drastica rendendo obbligatoria l’installazione, sul cellulare dei ragazzi, di applicazioni che disattivano il telefonino in movimento.

L’abitudine di camminare con la testa abbassata e lo sguardo fisso sullo schermo ha indotto altri stati a inventare nuovi rimedi: in Olanda, nella città di Bodegraven, è stato installato un nuovo sistema di segnaletica stradale chiamato “Lichtlijn” e costituito dalla proiezione di una striscia luminosa sul marciapiede, di colore verde o rosso. Grazie a questo dispositivo, senza alzare gli occhi dallo smartphone, i pedoni possono sapere quando è il momento di attraversare la strada. Un semaforo a terra è stato sperimentato anche in Germania.

In altre parti del mondo, invece, sono state create delle vere e proprie “corsie” riservate agli smombie. Succede in Belgio, dove è attiva la “texting walking line” e in Cina dove le corsie riservate agli smartphone addicted sono segnalate da appositi disegni sull’asfalto. In diverse città, inoltre, hanno fatto la loro comparsa i segnali stradali di pericolo che segnalano agli automobilisti la presenza di pedoni distratti dallo smartphone.

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