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Come si è diffusa la fake news sui nordafricani coinvolti nell’omicidio del carabiniere

Giornali, gruppi Facebook e post di politici hanno contribuito alla diffusione della notizia errata relativa agli assassini del vice brigadiere Rega

Gran parte dei titoli di apertura, dedicati alla tragica morte a Roma del carabiniere Mario Cerciello Rega, insistevano sul fatto che i sospettati fossero due «nordafricani» o «magrebini». La notizia è stata poi smentita dai fatti: sono stati arrestati due ragazzi statunitensi, uno dei quali avrebbe confessato di avere accoltellato Rega per una storia di spaccio. Ma la fake news sul coinvolgimento di due «nordafricani» è comunque circolata parecchio prima di essere smentita, ed è stata ripresa soprattutto da ambienti di estrema destra contrari all’immigrazione e all’integrazione degli stranieri. Fra gli altri è stata condivisa dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

«Caccia all’uomo a Roma, per fermare il bastardo che stanotte ha ucciso un carabiniere a coltellate. Sono sicuro che lo prenderanno, e che pagherà fino in fondo la sua violenza: lavori forzati in carcere finché campa», twitta a caldo il ministro dell’Interno. «Mario, un carabiniere, un eroe, un ragazzo con tutta la vita davanti, era sposato da appena 40 giorni… Quanta tristezza, quanta rabbia. Una preghiera, un abbraccio ai suoi cari e all’intera arma dei carabinieri, il mio impegno a prendere questi infami, per fargliela pagare cara», aggiunge poco dopo. Come da copione si accoda a Salvini Giorgia Meloni. «Provo rabbia e tristezza. L’Italia non può essere punto di approdo di certe bestie. Vicinanza a famiglia e carabinieri, spero questi animali vengano presi e marciscano in galera», dice la leader di Fratelli d’Italia.

«Carabiniere ucciso a Roma, l’identikit della belva nordafricana: le meches lo incastrano?» titola Libero. Il quotidiano che più volte è stato accusato di notizie false o fuorvianti, si è occupato da subito della vicenda parlando del coinvolgimento di una «belva nordafricana». «Ad accoltellare a morte il vicebrigadiere dei carabinieri sarebbe stato un cittadino del Nord Africa», riporta agenzia stampa Agi. Anche l’Ansa ha insistito sulla provenienza «nordafricana» dei sospettati, aggiungendo che i due erano stati bloccati «perché ritenuti responsabili di furto e estorsione». Sulla stessa scia anche i primi articoli pubblicati da Il Messaggero o Sky Tg24 che poi hanno modificato man mano che arrivavano gli aggiornamenti sull’accaduto. Un articolo del Secolo d’Italia intitolato «Carabiniere assassinato stanotte a coltellate da due nordafricani vicino al Vaticano» ha ottenuto oltre 10mila condivisioni. Migliaia di visualizzazioni anche per il video pubblicato dal quotidiano La Verità con protagonista Mario Giordano: «Sono stati due nordafricani, due risorse, come direbbe Laura Boldrini».

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Poniamo fine allo scandalo dell'impunibilità e proteggiamo chi difende lo Stato L'editoriale di Mario Giordano

Geplaatst door La Verità op Vrijdag 26 juli 2019

Oltre a circolare su tutti i giornali e i telegiornali nazionali, la notizia del coinvolgimenti di due «nordafricani» si è diffusa anche sui social. Wired ha ricostruito che la fake news della «cattura di quattro nordafricani in relazione all’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega è stata pubblicata da un collega della vittima e diffusa da un agente della Guardia di Finanza, che ha esposto le foto dei presunti colpevoli sulla sua pagina Facebook da oltre 6mila follower». Nel post della pagina Facebook Puntato, l’App degli Operatori di Polizia, che secondo Wired è stato cancellato dopo pochi minuti, si leggeva che i sospettati erano «tre cittadini di origini marocchine e uno di origini algerine». Non è chiaro da dove la pagina Facebook di Puntato che ha 181mila follower abbia ottenuto le foto, né se siano realmente corrispondenti a persone fermate in relazione all’indagine. «A dare la definitiva visibilità alla falsa notizia – scrive ancora Wired – ci ha però pensato una pagina Facebook chiamata “Soli non siamo nulla. UNITI Saremo TUTTO”, che ha ripubblicato la foto messa in giro da Puntato, accompagnandola con la didascalia “Ora lasciateli a noi colleghi ed al popolo, faremo noi giustizia”. Prima di essere cancellato, il post è rimasto online per sei ore, ottenendo quasi 5mila condivisioni».

LEGGI ANCHE: Fake news. La cultura della bufala o la bufala della cultura?

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