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Di Maio al Quirinale: «C’è accordo con il Pd per il Conte-bis. Ho detto no alla Lega»

Terminato il secondo giro di consultazioni. Pd e M5s danno il via libera a un nuovo governo giallorosso guidato da Conte

«C’è un accordo politico con il Pd affinché Giuseppe Conte possa ricevere l’incarico e formare un governo. Il nostro programma è sempre lo stesso, quello che hanno votato 11 milioni di italiani. Non scapperemo dalle promesse fatte agli italiani». Il leader del M5s Luigi Di Maio, al termine delle consultazioni al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ribadisce l’impegno per il nuovo governo giallorosso guidato da Giuseppe Conte e formalizza il “no” alla Lega rivelando che l’ex alleato di governo gli aveva offerto il ruolo di presidente del Consiglio.

«La Lega mi ha informato di volermi proporre come presidente del Consiglio. Li ringrazio con sincerità, ma gli dico che a me interessa il meglio per il Paese e non il meglio per me stesso. Rifiuto l’offerta della Lega con serenità e non rinnego il lavoro fatto insieme in questi mesi», afferma il leader del M5s. Di Maio ha poi ricordato il riconoscimento internazionale che avrebbe un nuovo esecutivo Conte, a partire dall’endorsement di Donald Trump. E, senza fare alcun riferimento al voto sulla piattaforma Rousseau, ha indicato il possibile modus operandi: «Chiederò che il percorso di formazione del governo parta dalla creazione di un programma omogeneo. E solo dopo aver definito le cose da fare insieme si potrà decidere chi sarà chiamato a realizzarle». Fa, dunque, un passo di lato per la nomina a vicepremier.

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Mentre Matteo Salvini, dopo il colloquio al Colle, ha espresso lo «sconcerto di milioni di italiani di fronte all’indecoroso teatrino della guerra delle poltrone che si sta verificando da giorni». E ha proseguito: «Il presidente del Consiglio l’hanno trovato a Biarritz su indicazione del G7. E sta arrivando il Monti bis. Non ci hanno permesso una manovra coraggiosa fondata sulla flat tax». E rivolto a Pd e M5s ha aggiunto: «L’unica cosa che hanno in comune è l’odio contro la Lega. Litigano già prima di governare, meglio votare subito».

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