Treno deragliato a Lodi, sospetti sui lavori di manutenzione nella linea

Le indagini sulla tragedia si stanno concentrando su una parte di scambio che regola l’instradamento del treno su un binario, su cui era stata appena eseguita la manutenzione

Potrebbe essere stato un problema a uno scambio la causa del deragliamento del treno ad alta velocità in provincia di Lodi che ha causato la morte di due persone e il ferimento di una trentina di passeggeri. Secondo quanto riportato dall’Ansa, lo “sviamento” del treno sarebbe avvenuto in corrispondenza di uno scambio, dove proprio la scorsa notte, o nella tarda serata di ieri, sarebbe stato sostituito un deviatoio, ovvero un pezzo dello scambio stesso. L’incidente ha causato la morte di due persone e il ferimento di una trentina di passeggeri.

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Quanto alla dinamica dell’incidente, la motrice del convoglio, dopo essere uscita dai binari, è finita prima contro un carrello che si trovava su un binario parallelo, e poi contro una palazzina delle ferrovie, dove ha terminato la sua corsa. Il resto del convoglio ha invece proseguito la corsa per qualche decina di metri, con la seconda carrozza che ad un certo punto si sarebbe ribaltata. La Procura della Repubblica di Lodi ha aperto un’inchiesta, l’area dell’incidente è ora sotto sequestro, e la Polizia ferroviaria sta acquisendo tutte le registrazioni per ricostruire l’avvenuto.

Secondo quanto appreso dall’Ansa, però, le indagini si starebbero concentrando su una parte di scambio che regola l’instradamento di un treno su un binario o su un altro, il cosiddetto “deviatoio”. Si tratta di una parte elettromeccanica, parte di un più ampio scambio, che si trova a circa 500/600 metri dal luogo dove si sono poi fermati il convoglio e la motrice.

Il treno non era, per fortuna, molto affollato: a bordo c’erano in tutto 33 persone, e le prime carrozze erano semivuote. In particolare nella carrozza n.1, dove si trova la cabina di manovra, con i due macchinisti, i dieci posti a sedere e la saletta executive per le riunioni, erano vuoti. Era il primo convoglio del mattino, partito all’alba dal capoluogo lombardo e diretto nel capoluogo campano. «Poteva essere una carneficina», ha detto all’Agenzia Ansa il prefetto di Lodi Marcello Cardona.

Il bilancio dell’incidente è di due morti, Giuseppe Cicciù e Mario Di Cuonzo, di 52 e 59 anni. Entrambi erano ferrovieri: il macchinista del treno e un altro addetto delle Ferrovie dello Stato, che si trovavano nella motrice. I loro corpi sono stati sbalzati a centinaia di metri dal luogo dove è finita la corsa del treno, che in quel tratto viaggiava a 290 chilometri orari. I feriti sono 31, nessuno dei quali in codice rosso, trasferiti negli ospedali di Lodi e dei centri vicini.

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