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Quella guerra delle mascherine tra Europa e Stati Uniti

Germania e Francia, ma anche Canada e Brasile, denunciano da parte degli Usa «atti di moderna pirateria» per accaparrarsi carichi di dispositivi medici

La lotta al coronavirus sta diventando sempre più una guerra senza esclusione di colpi, in cui gli stessi Paesi coinvolti si fronteggiano in una battaglia all’ultima mascherina. Vince, a quanto pare, chi ha maggiori possibilità economiche: chi offre di più si aggiudica il carico di ventilatori e dispositivi medici. Nemmeno a dirlo ad uscirne vincitori sono gli Stati Uniti che secondo le denunce dei Paesi europei e del Sud America, stanno portando avanti un conflitto sleale, pagando a peso d’oro carichi di mascherine e ventilatori.

Secondo quanto riporta il Guardian, 200mila mascherine destinate alla Germania e prodotte in Cina sono bloccare a Bangkok in quello che è stato definito dal segretario al ministero dell’Interno tedesco, Andreas Geisel, come «un atto di moderna pirateria». «Non dobbiamo usare metodi da Far West nemmeno in un momento di crisi globale come questo», ha aggiunto Geisel.

La Francia denuncia gli stessi metodi. «Gli americani tirano fuori i loro contanti e pagano il triplo di quanto offriamo noi», ha detto il governatore Jean Rottner. A nulla valgono contratti già stipulati e ordini già eseguiti, chi paga di più ottiene la partita. Anche Canada e Brasile affermano che gli Stati Uniti stanno utilizzando questi metodi per rifornirsi.

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La Casa Bianca finora era parsa incerta se ricorrere a questi dispositivi sanitari, ma la mancanza di mascherine tra medici e infermieri l’ha messa alle strette. In realtà mentre l’immunologo Anthony Fauci consiglia agli americani di indossare le protezioni al volto per ridurre il rischio di contagio, Trump resta contrario. Ma appellandosi al Defense Production Act, il presidente ha imposto alla 3M del Minnesota, la produzione del maggior numero di mascherine e, allo stesso tempo, ne ha bloccato le esportazioni in Sud America e in Canada. L’azienda ha risposto sottolineando come questo embargo comporti «implicazioni umanitarie» come la cessazione di forniture mediche di sostegno a lavoratori sanitari che si «trovano in condizioni critiche». «Allo stesso tempo – ha aggiunto la 3M – provocherà la reazione degli altri Paesi, che bloccheranno le forniture agli Stati Uniti».

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