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In Svezia l’obiettivo dell’immunità di gregge contro il coronavirus è fallito

Solo il 15% della popolazione è immune nonostante l’elevato numero di contagi e oltre 5mila vittime

Il tentativo da parte della Svezia di raggiungere dell’immunità di gregge attraverso una «diffusione controllata» del coronavirus senza mettere in campo il lockdown è ufficialmente fallito e ora il paese si trova ad avere più contagi e più morti rispetto ai vicini senza aver raggiunto l’obiettivo. Lo scrivono in un editoriale sul Journal of the Royal Society of Medicine due ricercatori dell’University College di Londra.

Le previsioni del governo svedese, si legge nell’articolo, erano che a maggio fosse stato infettato, e quindi avesse gli anticorpi, il 40% della popolazione svedese, mentre secondo gli studi sierologici la percentuale è vicina al 15%. Inoltre la Svezia ha il triplo dei casi per milione di abitanti rispetto alla Danimarca, quattro volte più della Norvegia e cinque volte più della Finlandia. Anche riguardo al numero dei morti Stoccolma ne ha registrati oltre 5mila, mentre gli altri paesi sono abbondantemente sotto ai mille.

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L’immunità di gregge viene raggiunta in generale quando all’incirca il 70-90% della popolazione diventa immune a una malattia attraverso l’infezione e la guarigione (immunità naturale) o con la vaccinazione. Quando questo succede è meno probabile che la malattia si diffonda a persone che non sono immuni semplicemente perché non ci sono abbastanza portatori capaci di diffondere il virus. Inoltre non è per la verità ancora chiaro se i sopravvissuti al Covid conservino immunità. Alcuni Paesi hanno inizialmente ventilato l’idea di raggiungere l’immunità di gregge naturale facendo dilagare il contagio, ma è stato presto chiaro che sarebbe stato un disastro per gli ospedali e molte persone sarebbero morte, non solo di coronavirus, ma anche di altre infezioni. È stato calcolato che per raggiungere l’immunità di gregge per il coronavirus dovrebbe essere immune almeno il 66% della popolazione, ma le indagini sierologiche fatte finora ci dicono che siano lontani anni luce dall’obiettivo.

La Svezia ci ha provato, ma ha fallito. Il governo svedese ha puntato al raggiungimento dell’immunità di gregge attraverso  una “diffusione controllata” del coronavirus senza mettere in campo un lockdown come è stato fatto in Italia e negli altri Stati europei. E di questa scelta gli scienziati svedesi si sono pentiti tanto che hanno scritto un appello invitando gli altri Paesi a non fare come loro, perché non funziona. «È chiaro che non solo i tassi di contagio, ricoveri e mortalità sono molto più alti dei paesi confinanti – scrivono gli autori -, ma anche l’andamento dell’epidemia è differente, con infezioni e mortalità più alte rispetto ai periodi più critici visti in Danimarca, Finlandia e Norvegia».

Dove invece l’immunità di gregge potrebbe iniziare ad avere qualche effetto, proprio perché l’epidemia è dilagata senza controllo, scrivono alcuni esperti, è in alcuni stati degli Usa particolarmente colpiti, dove l’alto numero dei casi, e quindi degli immuni, potrebbe avere un ruolo nel rallentare l’epidemia. «Credo che le epidemie in corso in Arizona, Florida e Texas lasceranno abbastanza immunità da aiutare a tenere controllato il Covid-19 – afferma ad esempio Trevor Bedford dell’università di Washington -. Tuttavia questi livelli non sono compatibili con un pieno ritorno alla normalità e ai comportamenti di prima della pandemia».

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