Libri

In un libro la devozione dei fan per Springsteen

In “For You” il fotografo Lawrence Kirsch ha raccolto quasi 500 fotografie e 200 racconti del popolo del Boss. Storie da tutto il mondo (Italia compresa) per dimostrare come la musica del rocker del New Jersey e l’esperienza di ogni suo concerto trascendano qualsiasi barriera. «Le parole famiglia e comunità descrivono perfettamente il legame che la base dei fan ha non solo con Bruce l’artista, ma con l’uomo stesso», spiega l’autore che ha immortalato molte star del rock

«A ogni concerto di Bruce Springsteen accade qualcosa di magico. È come partecipare a una grande riunione di famiglia, anche se in realtà conosci solo alcune delle persone presenti. Perfetti sconosciuti che si connettono con un’immediatezza tangibile». Ed è questo il senso che Lawrence Kirsch ha voluto dare al suo libro For You: Original Stories And Photographs By Bruce Springsteen’s Legendary Fans, imponente e strabiliante raccolta di 200 aneddoti di fan e di quasi 500 fotografie, testimonianza del grande affetto e devozione che circonda il Boss in tutto il mondo.

Lawrence Kirsch è un fotografo di Montreal che ha lavorato per oltre cento riviste. Fotografie che hanno catturato l’energia nervosa e il lampo della musica di David Bowie, Rolling Stones, Genesis, Robert Plant, Bob Dylan, U2, Bruce Springsteen, Neil Young, Joni Mitchell e molti altri. Molti suoi scatti sono finiti sulle copertine di cd, dvd, cofanetti (comprese tre foto nell’album di Springsteen The Ties that Bind, The River collection), siti web di etichette discografiche, libri, poster, programmi di concerti, calendari, perfino etichette di vino (AC/DC). «E da una vita sono io stesso un fan di Springsteen», sottolinea. «Le parole famiglia e comunità descrivono perfettamente il legame che la base dei fan ha non solo con Bruce l’artista, ma con l’uomo stesso. I fan si sentono obbligati a unirsi e condividere la reciproca esperienza di eccitazione che tocca la loro anima ogni volta che Bruce è sul palco».

Proprio seguendo molti concerti del Boss, è balzata in mente a Lawrence Kirsch l’idea di realizzare un libro che documentasse l’incredibile rapporto fra Springsteen e il suo popolo. «La prima volta che vidi un concerto di Bruce fu nel 1975», ricorda. «Da allora ho continuato a incontrare fan che condividevano questo incredibile senso di comunità. Che li incontrassi di persona ai concerti o tramite corrispondenza scritta, oppure in seguito attraverso e-mail, avevamo tutti la stessa cosa in comune, questo innegabile amore per la musica di Bruce Springsteen. Quello che pensavo mancasse era una pietra di paragone a cui i fan potessero contribuire e alla fine rivolgersi per capire che non erano soli in questa passione per questo grande cantautore e uomo. Ho contattato la community di fan di Springsteen per farmi inviare i loro ricordi e le foto da riprodurre nel libro, uscito in edizione limitata nel 2007. Le copie andarono rapidamente esaurite. È stato venduto da collezionisti fino a 300 dollari su eBay. Nel 2019 ho deciso di pubblicare una ristampa in edizione molto limitata di 1.100 copie, delle quali sono rimaste ancora in vendita 150 che si possono acquistare al prezzo di 87 dollari soltanto sul sito www.foryoubrucebook.com».

Attraverso le storie, i racconti e gli aneddoti dei fan, Lawrence Kirsch fa capire perché il rocker del New Jersey occupa un posto così importante nei cuori di molte persone. Le sue canzoni hanno risollevato dalla depressione, evitato un suicidio, aiutato a superare il dramma di un divorzio o la tragedia per la perdita di un genitore o, peggio, di un figlio. Quasi una sorta di padre, di fratello maggiore, di amico del cuore, di “blood brother”, come lo chiama Carlo Motta, un fan italiano protagonista di una delle 200 storie che Kirsch ha selezionato fra le 1.500 che gli sono pervenute. «Bruce Springsteen è partito alla ricerca, di se stesso, della terra promessa, della ragione della vita», scrive il fan di Concorezzo (Milano). «Da vero artista coglie i suoi stati d’animo e le sue emozioni, ma anche la “ordinary people” che come lui è sulla strada, o che non ha ancora trovato il coraggio per partire: “questo treno trasporta santi e peccatori, perdenti e vincenti, prostitute e giocatori d’azzardo, anime solitarie” dice in una canzone, poiché ciascuno ha il diritto di partire alla ricerca della propria salvezza, e troverà in Springsteen un compagno, un fratello, “blood brother”!».

 

“Ordinary people”, gente comune, è la protagonista delle storie. Racconti brevi, lunghi, felici, tristi, gioiosi, emozionati, divertenti e soprattutto sentiti. Ognuno muore dalla voglia di condividere la propria storia o un piccolo pezzo di Bruce con tutti gli altri. Ciò che emerge più di ogni altra cosa è come quest’uomo molto speciale, la sua musica, la sua scrittura e la sua band abbiano influenzato e arricchito la vita di così tante persone. Il calore e l’umanità che fluiscono da ogni pagina sono davvero commoventi e forniscono un faro di speranza da cui tutti possiamo trarre forza in questi tempi difficili.

 

Storie che provengono da tutto il mondo, «sebbene avessi richiesto che fossero scritte in inglese», continua Lawrence Kirsch. «Invece abbiamo ricevuto una serie di interventi con un’ampia varietà di lingue. Quindi, per sottolineare il fatto che la musica di Bruce Springsteen e della leggendaria E Street Band attraversa ed emoziona i fan di tutto il mondo, ho disseminato nel libro storie scritte in lingue diverse dall’inglese. I fan potranno identificarsi e relazionarsi attraverso i ricordi degli altri. C’è qualcosa per tutti in questo libro. Volevo che tutti si sentissero inclusi, mettendo in rilievo che il Boss ha una base di fan in tutto il mondo e che la sua musica e l’esperienza di ogni suo concerto trascendono qualsiasi barriera».

E mai come in questi tempi, è bello sentirsi parte di una comunità.

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Giuseppe Attardi

Laureato in Lettere moderne. Giornalista professionista. Ha collaborato con Ciao2001, Musica Jazz, Ultimo Buscadero, Il Diario di Siracusa. È stato caposervizio agli spettacoli al quotidiano "La Sicilia". Nel 2018 ha curato il libro "Perché Sanremo è (anche) Sicilia". Ha assistito a tutte le prime dei tour mondiali degli U2.
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