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Green pass “all’italiana”: tutte le ipotesi sul tavolo del governo

Rendere obbligatoria anche in Italia la certificazione verde per eventi, stadi, palestre, discoteche; ma non per ristoranti e bar. È questa la linea che prevale nella maggioranza per scongiurare nuove chiusure

Giusy Bottari di Giusy Bottari
Luglio 15, 2021
in Italia
Tempo di lettura: 2 mins read
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Green pass all’italiana: tutte le ipotesi sul tavolo del governo

Con l’avanzare della variante Delta il governo discute nuove misure di contenimento del coronavirus. L’Italia ha superato la soglia dei 25 milioni di immunizzati contro il Covid, il 47% della popolazione sopra i 12 anni. Ma i contagi restano in risalita, tanto che quattro regioni rischiano il ritorno della zona gialla. Per dare nuovo impulso alla campagna vaccinale specie tra giovani il governo valuta l’ipotesi del Green pass allargato: una «via italiana», più blanda, rispetto al modello francese (Macron ha annunciato l’estensione del pass sanitario ai bar, caffè, ristoranti, centri commerciali, aerei e treni, strutture mediche). Il tema sarà affrontato nei prossimi giorni con una cabina di regia, ma ancor prima il presidente del Consiglio potrebbe chiedere un parere al Cts.

Il Green pass potrebbe presto diventare obbligatorio in tutti i luoghi a rischio assembramento. E quindi per entrare negli stadi e nelle palestre, per partecipare agli eventi e ai convegni, per salire su treni e aerei, assistere agli spettacoli, ballare nelle discoteche (in questo modo i locali potrebbero riaprire: il via libera potrebbe essere il 24 o il 26 luglio). Il quadro non è ancora definito. In base alle ipotesi che sono circolate in queste ore, non sarà necessario per andare a mangiare al ristorante o per bere un caffé al bar.

È stata la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini a parlare di «via italiana al Green pass». Per il momento l’unico dato certo è che il Green pass sarà rilasciato soltanto a vaccinazione completa, ossia solo dopo il richiamo, mentre allo stato attuale basta la prima dose. Infine, la terza componente della strategia con cui il governo punta a contenere la variante Delta: un’ulteriore proroga dello stato di emergenza, che allo stato attuale scadrebbe il 31 luglio e che a questo punto potrebbe essere prolungato almeno fino a fine ottobre.

Sarà il presidente del Consiglio Mario Draghi a dover mediare tra chi ritiene ormai indispensabile imporre una serie di obblighi, come il ministro della Salute Roberto Speranza e la titolare degli Affari Regionali Mariastella Gelmini, e chi invece non vuole al momento sentirne parlare come Matteo Salvini. Ma anche alcuni governatori di centrodestra ritengono necessario riuscire a incrementare il numero di vaccinati «per scongiurare nuove chiusure». E che si percorra quella «linea italiana» invocata dalla stessa Gelmini, che non prevede restrizioni pesanti e sanzioni severe come in Francia, ma fa comunque diventare indispensabile il Green pass per poter avere una vita normale.

Tags: Certificazione verdeCovid-19Green passGreen pass obbligatorioVariante Delta
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Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
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Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.

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