«Non si capisce perché dieci minuti prima di fare il primo scritto della maturità potremo andare tutti al bar, com’è tradizione, a fare colazione insieme senza mascherina e poi dovremo indossarla davanti alla commissione seppur a distanza l’uno dall’altro». A condensare in una battuta i dubbi di molti politici della maggioranza è Tommaso Biancuzzi, il coordinatore della Rete degli studenti medi nazionale.
Le mascherine, come previsto dall’ultimo decreto del Governo, devono continuare a essere obbligatorie fino alla fine dell’anno scolastico, esame di maturità e di terza media compresi. Sebbene più di una volta si sia fatto notare il paradosso che ormai non sono necessarie nella maggior parte dei luoghi al chiuso, il ministero tira dritto: «Non ci sono i tempi tecnici per modificare la legge attualmente in vigore che prevede l’obbligo delle mascherine fino alla fine dell’anno scolastico».
A meno da un mese dal via all’esame di Stato (22 giugno), il tema dispositivi di protezione prende il sopravvento nel dibattito politico. Da una parte c’è il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che ha ricordato più volte che la norma prevede l’uso della mascherina fino alla fine dell’anno scolastico ovvero fine agosto. Dall’altra parte c’è la cordata dei sottosegretari che pressano i loro ministri per far marcia indietro, come Pierpaolo Sileri: «Non sarò io a decidere ma si tratta di prendere una scelta guidata dal parere degli esperti. Francamente, di fronte ai dati sui contagi, credo che potremmo permetterci di ipotizzare di togliere la mascherina alla maturità. Non credo che un 18enne, oggi, rischi di prendere il virus a scuola; forse ha più probabilità di contagiarsi fuori dall’ambiente scolastico».
Sulla stessa linea la sottosegretaria Barbara Floridia: «Concordo con Pierpaolo Sileri sulla possibilità di far tenere gli esami di terza media di maturità senza l’obbligo di mascherine per gli studenti. Le scuole si sono dimostrate – nei mesi difficili che ci stiamo lasciando alle spalle – luoghi sicuri, soprattutto grazie alla capacità della comunità scolastica di attenersi alle regole» A rincarare la dose è il sottosegretario leghista Rossano Sasso che chiede al ministro della Salute, Roberto Speranza, di far togliere le mascherine anche in questi giorni di fine anno scolastico: «Mi auguro – ha scritto il deputato pugliese sulla sua pagina Facebook – che le prossime ore portino consiglio al ministro Speranza e che proceda a revocare l’obbligo di indossare le mascherine a scuola, non solo in vista degli esami di maturità e di fine ciclo, ma a partire da subito. Le temperature sono elevatissime in tutta Italia e nelle classi si fa veramente fatica a seguire le lezioni. Tra l’altro non c’è alcuna base scientifica che giustifichi la pervicacia del ministro, come ammesso dai suoi stessi autorevoli consulenti. Altrimenti, se vuole continuare a insistere con questa misura, per coerenza reintroduca in Parlamento l’obbligo di tenerla anche durante gli interventi».
«Non si capisce perché centomila tifosi passano ammassarsi al Circo massimo senza protezioni, e agli esami serva la mascherina», dice il presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma, Mario Rusconi. Ma Speranza non sembra intenzionato a cedere. E non solo sul fronte scuola. Le mascherine potrebbero restare obbligatorie dopo il 15 giugno per i mezzi del trasporto pubblico e per aerei navi e treni a lunga percorrenza.





