Peter era scomparso ed Helene invano aveva provato a rintracciarlo. Da giorni gli telefonava, ma il cellulare era sempre spento. Dopo che Adsum era andato a vivere per conto suo, lui era ritornato in città e avevano ripreso la loro vita di sempre. La sera andavano a teatro o al cinema e lei cucinava per lui degli squisiti manicaretti. Il ciclone che la morte del signor Nihil aveva sollevato nella loro vita sembrava si fosse dissolto all’orizzonte e avevano ritrovato la loro serenità; si sentiva di nuovo sicura dell’amore di Peter e aveva smesso anche di andare in palestra. Il fatto, però, che lui fosse sparito senza una ragione l’aveva gettata nel panico. Aveva cercato in ogni modo di avere sue notizie, aveva persino telefonato alla ex moglie, ma anche lei aveva perso le sue tracce. Helene non sapeva che pesci pigliare: avrebbe aspettato ancora qualche giorno e se non si fosse fatto vivo sarebbe andata alla polizia. Nel frattempo, si sarebbe presa cura di sé stessa. Staccò il telefono per non essere disturbata da quei seccatori del centro estetico, dove lavorava da cinque anni, che da quando era in malattia la chiamavano un giorno sì e uno no per sapere se si fosse rimessa. Indossò il vestito migliore che aveva e fece un giro in centro. Andò dal parrucchiere e si fece fare la permanente, e poi da Prada. Mentre faceva compere sentì una voce che la chiamava.
– Helene.
Si voltò e riconobbe una vecchia amica che non frequentava più da molti anni, almeno da quando aveva cominciato la relazione con Peter.
– Elisa. Che bello rivederti!
Helene l’abbracciò con grande trasporto e calore, come se si fossero lasciate il giorno prima. Elisa fu così felice di rivederla che prese subito a parlarle della sua vita. Le raccontò che nel frattempo si era sposata e aveva avuto due figli; poi erano nate delle incomprensioni con il marito, cioè era finito l’amore e la loro relazione era entrata in crisi. Lei aveva cominciato a tradirlo e aveva realizzato che avrebbe potuto avere tutti gli uomini che voleva e un buon mantenimento, e così l’aveva lasciato.
– Ti capisco: anch’io avrei fatto lo stesso.
– Ti sei sposata?
– Macché! Ho un amico speciale.
– Che carina che sei!
Elisa si era avvicinata e le aveva dato un bacio umido sulla guancia.
– Sei un amore.
– Io ti sposerei subito e farei follie per te.
– Anche io per te.
– Hai impegni oggi?
– No.
– Vieni con me?
– Certo, tesoro.
– Andiamo a casa mia. Dobbiamo subito festeggiare questo felice incontro.
– Sì, tesoro.
Helene seguì Elisa, alla quale aveva rifilato una delle sue buste della spesa. Le due amiche si lasciarono alle spalle il Duomo e ancheggiando si immersero in un budello di strade. Si avvicinava la festività del Natale, c’era aria di crisi, e i negozi pullulavano di gente.
Elisa abitava al terzo piano di un gigantesco attico, che si affacciava su Piazza Beccaria. Era un regalo che il marito le aveva fatto prima che si separassero.
– Che bella questa casa! Ti sei sistemata bene.
– Macché! Non vedi come è brutta!
– Sarà… ma a me…
– Devo rifare l’arredamento.
– Sembra tutto nuovo.
– L’ho rifatto un mese fa, ma è passato di moda. Quel taccagno di mio marito non vuol sentire ragioni.
– Ti capisco. Gli uomini sono così rozzi.
– Il mio è avidissimo. Mettiti comoda. Vado a cambiarmi e torno subito.
– Vuoi che ti aiuti?
– No, torno subito. Fa’ come se fossi a casa tua.
Helene si distese sul sofà. Elisa ritornò dopo qualche minuto mezza nuda.
… Continua… Vi aspettiamo alla prossima puntata!





