Tredici regioni in zona bianca. Due terzi della popolazione. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha confermato il passaggio in questa fascia anche per Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Puglia e provincia autonoma di Trento. «Da lunedì oltre 40 milioni di italiani saranno in zona bianca. Il nostro Paese ha attualmente uno dei migliori dati europei sull’incidenza del virus: un risultato incoraggiante che ci consente di guardare avanti con fiducia – afferma Speranza – Dobbiamo insistere su questa strada con prudenza e gradualità. Oggi più che mai occorre conservare le corrette abitudini per non vanificare i sacrifici fatti».
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Al momento del passaggio di una regione in zona bianca, il coprifuoco decade automaticamente. Il divieto di circolazione notturna verrà abolito su scala nazionale, in zona gialla, dal 21 giugno. Come tra le zone gialle, non è previsto alcun limite agli spostamenti tra zone bianche. Verso le zone rosse o arancioni, sono sempre consentiti gli spostamenti per motivi di lavoro, salute o situazioni di necessità. Oppure, anche per altri motivi, se in possesso della certificazione verde nazionale, che dimostri l’avvenuta vaccinazione contro l’infezione, il risultato negativo a un tampone effettuate nelle precedenti 48 ore, oppure un documento che dimostri di essere guariti dal Covid. «A chi si trova in zona bianca è consentito andare a far visita a parenti o amici, restando all’interno della stessa zona, senza limiti di orario o nel numero di persone che si spostano», si legge sulle Faq predisposte dalla presidenza del Consiglio dei Ministri.
In zona bianca i bar e i ristoranti sono aperti senza limitazioni di orario, anche alla sera e anche al chiuso. Nessun tetto massimo per il numero di commensali se i tavoli sono all’aperto. È fissato invece a sei, anche non conviventi, quello per i locali all’interno. In ogni caso, va rispettato il distanziamento per evitare assembramenti e c’è ancora l’obbligo di indossare la mascherina per spostarsi nel locale. L’asporto e la consegna a domicilio non hanno limiti orari.
In zona bianca le cerimonie sono consentite, senza limiti al numero degli invitati. Necessario però avere il green pass. Lo stesso vale per battesimi, cresime e riti civili. Per il momento non si può ancora ballare, nemmeno in zona bianca. Le ipotesi sul tavolo del governo prevedono una possibile riapertura a luglio, condizionata dalla presentazione del green pass all’ingresso. Aperti, invece, cinema, teatri, centri sociali e culturali, con obbligo di distanziamento interpersonale. Riprendono anche i concerti, sempre con obbligo di indossare le mascherine, distanziamento e divieto di ballo.
Tutte le attività per le quali non è espressamente vietata la riapertura, possono ripartire in zona bianca, anche se il calendario del governo prevede una data futura in zona gialla. Parchi giochi, lunapark, sale da giochi e convegni e congressi possono quindi accogliere i loro visitatori.
In zona bianca sono consentite tutte le attività sportive, sia al chiuso che all’aperto, sia individuali che di gruppo. Si potrà tornare anche a usare le docce degli edifici sportivi. Aperti anche spa e centri benessere. Si può fare shopping senza limiti di orario in negozi e centri commerciali, anche nei giorni festivi e prefestivi e durante i weekend.
Il governo ha stilato un protocollo per disciplinare tutte le regole da rispettare in spiaggia e negli stabilimenti balneari: dal distanziamento allo steward di spiaggia, dall’igienizzazione di cabina e lettini all’ampliamento delle zone d’ombra, fino ai 10 mq per ogni ombrellone. Ogni stabilimento deve definire il numero massimo di presenze contemporanee in relazione ai volumi di spazio, ai ricambi d’aria e alla possibilità di creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza e uscita». Devono essere obbligatoriamente disponibili prodotti per l’igienizzazione delle mani per i clienti e per il personale, posti anche in più punti dello stabilimento». È necessario mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.





