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È tedesco il messaggio in bottiglia più antico del mondo

Ritrovato nei dintorni di Perth il messaggio lanciato in una bottiglia dalla nave tedesca Paula nel lontano 1886

Immaginate di essere cullati dalle onde del mare per 132 anni, lo spazio che comprende intere generazioni, due guerre mondiali, la caduta del muro di Berlino, di ognuno di questi eventi sentire soltanto gli echi lontani attutiti dalla burrasca, pallidi e tenui come i raggi di una luna piena che trasformano l’oceano in uno specchio argentato. È proprio lì, in mezzo all’oceano, che la bottiglia lanciata dal ponte della nave Paula ha viaggiato per più di un secolo prima di essere spinta sulle remote spiagge dell’Australia Occidentale per il successivo ritrovamento avvenuto poco tempo fa.

Tonya e Kym Illman posano assieme alla preziosa bottiglia retta da Ross Anderson del WA Museum
Tonya e Kym Illman posano assieme alla preziosa bottiglia retta da Ross Anderson del WA Museum

LE PAROLE AFFIDATE AL MARE. «Niente è più prezioso di un grande amore, per il quale sarò sempre grata alla vita». Si conclude con queste parole la pellicola “Le parole che non ti ho detto”, interpretata da un immortale Kevin Costner ed incentrata su una storia d’amore che prende corpo proprio dal ritrovamento di un messaggio in una bottiglia. Celeberrimo in campo musicale è il singolo dei “The Police” dal titolo “Message in a bottle”. In ambito letterario sono innumerevoli i contributi da parte di scrittori come Jules Verne ed Edgar Allan Poe. Soltanto alcuni esempi che ci consentono di capire l’enorme valenza iconica dei messaggi in bottiglia, simboli imperituri di un malinconico sentimentalismo che attraversa le ere dell’umanità. Nell’epoca in cui si naviga più sul web che sui mari del mondo, la malia delle parole affidate al mare non ha ancora conosciuto il suo tramonto. Ma i messaggi in bottiglia hanno navigato anche nel lungo fiume della storia. Il primo messaggio in bottiglia fu spedito dal filosofo greco Teofrasto intorno al 310 a.C. per provare che il mar Mediterraneo fosse formato dall’afflusso delle acque dell’Atlantico. In epoca elisabettiana, i messaggi in bottiglia venivano utilizzati dalla flotta di sua maestà per scambiare messaggi segreti sul posizionamento delle armate navali nemiche. In epoca più recente, tra la metà e la fine del 1800 si incominciarono ad utilizzare questi messaggi per studiare il moto delle correnti superficiali. Nel 1855 venne scritto “La geografia fisica dei mari”, il primo testo di oceanografia moderna. Al giorno d’oggi esiste anche un’intera sezione di un museo americano, il Museo Nazionale di Turks & Caicos, sito nelle isole a sud della Florida, in cui sono conservate le numerose bottiglie depositate sulle spiagge dell’isola di Gran Turk e raccolte nel corso degli anni dalla fondatrice del museo, Grethe Seim.

IL MESSAGGIO TROVATO A PERTH. L’ultimo capitolo della storia dei messaggi in bottiglia è stato scritto sulle spiagge dell’Australia Occidentale. Qui, la famiglia Illman ha rinvenuto la bizzarra bottiglia che conteneva il messaggio della nave tedesca Paula che, dopo essere stato debitamente asciugato, ha rivelato il suo breve contenuto in cui si chiedeva seraficamente di contattare il consolato tedesco. Proprio il successivo contatto con le autorità tedesche ha permesso di rinvenire il registro di bordo ufficiale della nave Paula che ha confermato il lancio in mare della bottiglia a scopi scientifici. Il messaggio faceva infatti parte di un esperimento sulle rotte oceaniche e marittime dell’Osservatorio Navale Tedesco. Il messaggio sarà ora esposto al Western Australian Museum per i prossimi due anni.

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