Politica

Il decreto sicurezza è legge

Il provvedimento voluto da Matteo Salvini è stato approvato in via definitiva, anche se alcuni critici sollevano dubbi di costituzionalità sostenendo che farà aumentare il numero di stranieri irregolari

Il Parlamento ha approvato il «decreto sicurezza», provvedimento fortemente voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che restringe le possibilità di accoglienza degli stranieri e introduce una serie di nuove norme sulla sicurezza. Il testo, su cui era stata posta la fiducia, ha attirato le critiche anche di diversi senatori e deputati della maggioranza appartenenti al Movimento 5 Stelle. «Un altro pezzo del contratto di governo è stato realizzato – ha twittato il premier Giuseppe Conte – abbiamo assunto precisi impegni di fronte agli italiani e continueremo a rispettarli». Ma alcuni deputati sostengono che sia incostituzionale, che avrà effetti controproducenti, che farà aumentare il numero di stranieri irregolari nel nostro Paese. Insomma, che avrà effetti opposti a quelli promessi.

STRETTA SULL’IMMIGRAZIONE. Il provvedimento non è stato modificato rispetto al testo votato dal senato e interviene sulle norme relative a protezione internazionale, immigrazione e sicurezza pubblica, sulla funzionalità del ministero dell’interno e dell’agenzia dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. La parte del decreto che ha suscitato maggiori discussioni è quella sull’immigrazione, che è anche la più corposa. L’elenco di disposizioni è molto lungo, ma le norme vanno tutte più o meno nello stesso senso: rendere più difficile ai richiedenti asilo restare in Italia. Il punto principale del decreto è la cancellazione dei permessi di soggiorno umanitari. Al suo posto il decreto introduce una serie di permessi speciali (per protezione sociale, per ragioni di salute, per calamità naturale nel paese d’origine), della durata massima di un anno.

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NUOVE NORME SULLA SICUREZZA. Il decreto si occupa anche di introdurre una serie di nuove norme in materia di sicurezza che aumentano i poteri a sindaci, prefetti e questori in materia di decoro urbano e tutela dell’ordine pubblico. Ad esempio, il decreto ampia il cosiddetto daspo urbano, che permette a sindaco e prefetto di multare e allontanare da alcune zone della città persone che mettono a rischio la salute dei cittadini o il decoro urbano. Il decreto aggiunge alle aree a cui si può proibire l’accesso anche i mercati e include nella lista i «sospettati di terrorismo internazionale». Il decreto sicurezza prevede anche il controllo con il braccialetto elettronico degli imputati per maltrattamenti in famiglia e stalking. Si prevede la sperimentazione del taser per i corpi di polizia municipale di tutti i capoluogo di provincia.

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