Italia

Coop fallite, Matteo Renzi: «Prendetevela con me, non con la mia famiglia»

Per l’ex premier il provvedimento cautelare nei confronti dei genitori è un «capolavoro mediatico» per distogliere l’attenzione dagli altri avvenimenti politici

«Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. I miei genitori, come tutti, hanno diritto a un processo giusto e spero rapido. Non grido ai complotti: chiedo che i processi si facciano nelle aule dei tribunali e non sul web o nelle redazioni dei giornali. Noi aspettiamo le sentenze, ma le sentenze si pronunciano in tribunale e non nelle piazze populiste». Così Matteo Renzi scrive nell’enews all’indomani del provvedimento che ha posto i suoi genitori agli arresti domiciliari.

Per il giudice la misura cautelare sarebbe giustificata dal rischio di inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Ma per l’ex premier si tratta di misura abnorme: «Chi ha letto le carte e ha un minimo di conoscenza giuridica sa che privare persone della libertà personale per una cosa come questa è abnorme». E aggiunge: «A questo punto c’è solo una cosa da fare. Mantenere la calma. Sapere che il tempo farà giustizia di tutte le bugie. Avere lucidità e pazienza. Da uomo delle istituzioni dico: mi fido della giustizia. Questo è un grande Paese e io credo nell’Italia, sempre. Non riusciranno a farmi parlar male dell’Italia, non riusciranno a farmi parlar male dei giudici. Chi vuole il mio fallo di reazione, non lo avrà. Né oggi, né mai».

«Anche se in tanti cercano parole di consolazione – continua Renzi – io conosco la verità che nessuno vuole dire: se non avessi fatto politica, oggi i miei genitori non subirebbero questo. Lo sanno anche i sassi. Se loro sono in questa situazione umiliante è colpa del mio impegno politico di questi anni. Tutti noi siamo figli. E sappiamo che è doloroso far soffrire la tua mamma, il tuo babbo. Ti capita di farli soffrire quando la pagella non è quella che pensavano, quando torni troppo tardi dalla discoteca, quando salti scuola, quando fai una stupidata adolescenziale. È capitato a tutti noi, è capitato a me. Non avrei mai pensato, però, di farli soffrire così. Per colpa del mio impegno civile. E mi piacerebbe dire: prendetevela con me. Non con la mia famiglia».

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«Concepisco la politica non come figlia di un’ambizione personale, ma come un dovere civile», aggiunge l’ex premier che poi assicura: «Non mollo di un solo centimetro. Se qualcuno pensa di fermarmi, non mi conosce. Non ci conosce». Conclude la sua enews con un post scriptum: «Inutile dire che la vicenda dei miei genitori ha totalmente oscurato tutto ciò che è accaduto ieri nel mondo della politica. Basta leggere i quotidiani di oggi per rendersene conto. Un capolavoro mediatico, tanto di cappello».

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