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Sea Watch a Lampedusa, arrestata la capitana Carola Rackete

Dopo una lunga attesa, l’imbarcazione ha deciso di sfidare il divieto imposto dal ministro Salvini. Sbarcati i 40 migranti a bordo. La comandante della nave rischia dai 3 ai 10 anni di reclusione

Dopo due settimane in mare i migranti recuperati dalla Sea Watch sono stati fatti sbarcare a Lampedusa. Ma l’attracco in banchina dopo tre giorni al largo dell’isola è avvenuto senza autorizzazione preventiva con la forzatura del divieto delle autorità italiane. Così l’approdo della Sea Watch è coinciso non solo con il sequestro dell’imbarcazione da parte di Finanza e polizia, ma anche con l’arresto della comandante Carola Rackete, accusata di resistenza o violenza contro nave da guerra, reato che prevede una pena dai 3 ai 10 anni di reclusione. La Procura di Agrigento le ha contestato anche il tentato naufragio della motovedetta della Guardia di Finanza, speronata dalla nave durante la manovra di attracco.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini su Twitter: «Comandante fuorilegge arrestata. Nave pirata sequestrata. Maxi multa alla ONG straniera. Immigrati tutti distribuiti in altri Paesi europei. Missione compiuta. #SeaWatch3». Il vicepremier, che aveva minacciato di far rimanere la nave in mare fino a Capodanno, aggiunge: «P.S. Vergogna per il silenzio del governo olandese. Tristezza per i parlamentari italiani a bordo di una nave che non ha rispettato le leggi italiane, attaccando addirittura una motovedetta delle nostre Forze dell’Ordine. Giustizia è fatta». È intervenuto anche il premier Giuseppe Conte da Osaka: «Da giurista, conoscendo i provvedimenti adottati, si prefiguravano responsabilità penali. Non voglio sostituirmi alla magistratura, a cui spetta applicare le leggi. Le leggi ci sono, che piaccia o non piaccia».

Intanto prima dell’alba sono cominciate le operazioni per lo sbarco dei 40 migranti che verranno trasferiti nel centro di prima accoglienza. Scesi dalla nave anche i parlamentari che erano a bordo: «Finalmente è finita questa odissea – ha detto Nicola Fratoianni di Sinistra italiana – spero che si possa chiudere subito anche quella della comandante. Come avete visto far sbarcare 40 persone era semplicissimo. Possibile che si sia dovuti arrivare a questo?».

La comandate della Sea Watch 3 era già indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per la violazione dell’articolo 1099 del Codice della navigazione, per aver rifiutato di obbedire a una nave da guerra ed esser entrata in acque italiane lo scorso 26 giugno. Dopo l’entrata in vigore del decreto sicurezza bis, Rackete rischia una sanzione amministrativa che va dai 10 ai 50mila euro. Adesso con la violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione rischia dai 3 ai 10 anni di reclusione. Leonardo Marino, avvocato della Sea Watch, ha fatto sapere «la decisione di entrare nel porto di Lampedusa anche senza le autorizzazioni è stata presa dall’equipaggio della Sea Watch e non solo dalla capitana». Johannes Bayer, presidente di Sea Watch, ha invece detto di essere orgoglioso della comandante Carola Rackete, perché «ha agito nel modo giusto, insistendo sulla legge del mare e portando i migranti al sicuro».

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L’approdo della nave ha provocato uno scontro verbale tra opposte fazioni sul molo di Lampedusa: da una parte i sostenitori della ong che hanno applaudito la scelta della comandante, dall’altra un gruppo di lampedusani, tra cui l’ex vicesindaco Angela Maraventano, che ha urlato e inveito contro i volontari dell’organizzazione. «È una vergogna – ha urlato Maraventano rivolta verso la nave -. Qui non si può venire a fare quello che si vuole, non venite nelle nostra isola se no succede il finimondo». E poi, «fate scendere i profughi – ha aggiunto rivolgendosi alle forze dell’ordine – e arrestateli tutti». All’ex vicesindaco ha risposto l’ex sindaco Giusi Nicolini: «Che vuoi tu, chi sei tu per decidere chi deve venire e chi no».

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