Il calcio perde 100 milioni con il Decreto dignità

Dal 15 luglio scorso in Italia è vietata qualsiasi forma di pubblicità di giochi o scommesse con vincite di denaro: niente più spot in tv, sponsorizzazioni sulle maglie e cartelloni negli stadi per le agenzie di betting

Esattamente un anno fa, poco prima della pausa estiva del Parlamento, veniva approvato il Decreto dignità che tra le varie misure prevedeva anche lo stop alla pubblicità del gioco d’azzardo. Dal 15 luglio tutto è realtà e l’articolo 9, il più contestato e discusso, applica quanto segue: «È vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche». Colpendo in modo particolare il calcio. Dalla segnalazione fatta pervenire dall’Agcom al Governo si evince che con l’entrata in vigore del Decreto dignità il sistema calcio italiano dovrà fare a meno di 100 milioni di euro all’anno.

Niente più spot in tv, sponsorizzazioni sulle maglie delle squadre di calcio e cartelloni negli stadi per le agenzie di scommesse. Per il settore audiovisivo l’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni sottolinea come l’introduzione del divieto comporti, in termini di ricavi pubblicitari, una consistente perdita a carico dei broadcasters, stimata da Confindustria Radio Tv in circa 60 milioni di euro. Le nuove disposizioni impattano negativamente su diversi settori, con una riduzione della competitività delle aziende italiane. Inoltre, vanno considerate le inevitabili ripercussioni occupazionali su tutta la filiera del comparto delle scommesse, che ne esce indebolita rispetto a quelle straniere.

LEGGI ANCHE: Il decreto dignità di Di Maio affossa il calcio

Anche la Lega Serie A ha criticato l’introduzione delle norme che bandiscono le citazioni acustiche, la sovraimpressione di nomi, marchi e simboli di società di scommesse durante gli eventi sportivi. Dal Report Calcio 2019, sviluppato dal Centro Studi Figc in collaborazione con Arel e PwC, si può notare che al 31 dicembre 2018 si contano 15 accordi commerciali siglati tra i club di Serie A e le società di scommesse. Lo scorso anno su un totale di 756 contratti di sponsorizzazione, gli sponsor appartenenti al comparto del betting incidevano del 2% Stessa percentuale anche al 31 dicembre 2017, con 13 sponsorizzazioni sulle 681 totali.

In particolare la Roma, che in allenamento utilizzava divise marchiate Betway, ha dovuto rinunciare a 4,5 milioni nella stagione 2019/2020 e complessivamente a 15,5 milioni. La scorsa stagione il logo di Marathonbet è comparso sulle maglie della Lazio, con la società di scommesse che per il 2019/20 ha spostato un budget da 4,5 milioni dall’Italia all’estero. Infatti, il 25 giugno 2019 Marathonbet ha annunciato di essere il nuovo Official Betting Partner del Siviglia.

L’Italia, dunque, dallo scorso 15 luglio è esclusa da uno dei mercati pubblicitari più floridi del momento. Dal World Football Report, realizzato da Nielsen Sport, emerge che dal 2008 al 2017 le aziende attive nel settore del betting e delle lotterie hanno investito 633 milioni di dollari per sponsorizzare le divise dei club delle sei principali Leghe europee (Premier League, Serie A, Liga, Ligue 1, Eredivisie e Bundesliga)

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi