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Fridays for future in Italia, Greta: «Immagini incredibili!»

Migliaia di giovani in 180 città hanno manifestato per fermare il cambiamento climatico. Il premier Conte: «Abbiamo tutti una grande responsabilità»

«Immagini incredibili da tutta l’Italia!», twitta Greta Thumberg allegando un video del corteo di Torino. E sembra quasi stupita delle folle oceaniche che è riuscita a mobilitare in giro per il mondo nel giorno del terzo sciopero globale del clima dopo quelli del 15 marzo e del 24 maggio scorso. Non solo Torino, in Italia il Fridays For Future ha interessato oltre 180 città. Da Aosta a Palermo, sono decine di migliaia gli studenti scesi in piazza per chiedere alla politica di agire per salvare il pianeta, passando dagli annunci ai fatti. A Genova sono 10mila, a Torino 20mila, a Firenze 50mila, a Napoli 100mila, a Milano 150mila e a Roma 200mila.

Lo sciopero arriva alla fine della Week For Future, la settimana di manifestazioni per il clima indetta da “Fridays For Future” in tutto il mondo, cominciata venerdì 20 settembre, che — secondo gli organizzatori — hanno coinvolto 4 milioni di persone in tutto. Conte parla di «immagini straordinarie dalle piazze, con così tanti giovani che partecipano con tale passione». «Da parte mia e del governo – prosegue su Facebook il premier Conte – c’è il massimo impegno a tradurre questa richiesta di cambiamento in soluzioni concrete. Abbiamo tutti una grande responsabilità». Sulla stessa linea anche il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa: «Diamo ai giovani lo spazio che meritano e che si sono guadagnati, senza mettere alcun cappello sui loro messaggi, e consapevoli che le loro proteste sono rivolte verso di noi, verso le scelte della politica nazionale e internazionale, dobbiamo ascoltarli e agire subito».

Sciopero sostenuto anche dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti che ha chiesto ai presidi di giustificare i ragazzi in piazza per il clima. «Oggi ho la fortuna di avere un ruolo apicale nell’istruzione quindi mi batterò per migliorare la realtà delle scuole italiane nella convinzione che salvaguardare l’ambiente non sia solo giusto dal punto di vista morale ma anche intelligente ed efficiente dal punto di vista del progresso», ha detto il neo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti. Intanto, partirà una campagna di informazione e formazione ambientale nelle scuole che si chiamerà ‘L’ambiente siamo noi’. La prevede una delle norme contenute nella nuova bozza del decreto Clima. L’istituzione della campagna sarà avviata già nell’anno scolastico 2019-2020. L’obiettivo, informare e sensibilizzare gli studenti di tutte le scuole italiane sui temi dell’ambiente e degli effetti climatici. Le risorse messe a disposizione dal ministero dell’Ambiente sono 500 mila euro dal 2019.

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«L’Assemblea delle Nazioni Unite è stata un fallimento – sottolinea Giacomo Cossu, coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza– i potenti del pianeta non hanno intenzione di cambiare rotta per salvare il nostro futuro. Noi giovani continueremo a ribellarci contro questa classe politica, seguendo l’esempio di Greta e chiedendo che la giustizia climatica sia finanziata da chi si è arricchito con il modello economico insostenibile. Le multinazionali e i ricchi del pianeta devono contribuire alla riconversione ecologica più di tutti. Eppure il governo italiano si limita alla retorica, mentre secondo le bozze di decreto Clima intende dare sussidi ambientali dannosi fino al 2040, una scelta inaccettabile». «Serve un cambio di rotta immediato che finanzi istruzione e ricerca per un altro modello di sviluppo sostenibile, per questo in più di 150 piazze del Paese siamo in corteo con Fridays for Future Italia per il terzo global strike al grido Change the School to Change the System», sottolinea Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti. Per Camilla Guarino di Link Coordinamento Universitario «la conoscenza è fondamentale per cambiare il nostro modello economico e sociale insostenibile. Le università, attraverso la ricerca e il sapere scientifico, devono avere un ruolo centrale nell’indicare alla politica quali strade percorrere».

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