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Elezioni regionali in Umbria, la sfida finale. Conte: «Qui esperimento interessante»

Il presidente del Consiglio insieme a Zingaretti, Di Maio e Speranza insieme sul palco per uno degli ultimi appuntamenti della campagna elettorale in vista del voto di domenica 27 ottobre

Sebbene Conte ha tenuto a precisare che non si tratta di un test nazionale, le regionali in Umbria rappresentano comunque la prima elezione dopo la formazione del governo giallorosso, una sorta di primo “giudizio” sulla nuova maggioranza. Ma sarà anche un voto nel quale si misurerà per la prima volta l’efficacia e la tenuta del patto civico tra dem, cinquestelle e Leu. Nell’ultimo giorno di campagna elettorale i leader della coalizione di maggioranza (senza però Italia Viva) Nicola Zingaretti, Luigi Di Maio e Roberto Speranza, insieme al presidente del Consiglio Conte, si sono ritrovati a Narni per un il rush finale: un comizio a quattro nel chiuso dell’Auditorium San Domenico, mentre Matteo Salvini continua il suo tour per le piazze umbre.

«Qui in Umbria non si voterà per il governo, ma è in atto un esperimento interessante», ha detto il premier Conte. «Con la manovra economica cominciamo a perseguire alcuni obiettivi del nostro progetto politico». Poi ha specificato: «In queste ore alcuni giornalisti e commentatori si chiedono ma il presidente del Consiglio sta facendo campagna elettorale? Rispondo a voi cittadini umbri, io vi porto rispetto e se avessi fatto campagna elettorale lo avrei fatto con rispetto per voi, e sarei venuto qui ogni giorno. Non sto facendo campagna elettorale, però oggi sono orgogliosamente qui».

La sfida alle regionali in Umbria è tra la candidata del centrodestra Donatella Tesei e quello di Pd-M5s, Vincenzo Bianconi. Sul palco il primo a salire è stato il ministro della Salute Roberto Speranza (Leu): «Penso che questo governo abbia da dire cose importanti sulla salute. Il nostro programma è scritto nella Costituzione, nell’articolo 32, sulla salute tutelata dalla Repubblica, assicurata anche agli indigenti».

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Poi è toccato a Nicola Zingaretti: «Non sono ministro ma sostengo questo governo – ha esordito il segretario del Pd – le sue scelte, per un motivo semplice: il nostro è un Paese che vive dentro la contraddizione di avere grandi fragilità e grandi possibilità. Io sostengo il governo perché non è vero che non possiamo costruire un futuro: è vero che ci sono problemi e che c’è chi è bravissimo a raccontarli, ma è anche vero che chi cavalca le paure, come abbiamo visto in queste ore, si rivela anche il peggiore a risolverle. Noi siamo ossessionati dal poter dare risposte». Poi sottolinea: «Quando ci dicono che ci sono tante differenze, ammetto che è vero. Ma stiamo insieme perché amiamo l’Italia, amiamo questo Paese».

Anche Di Maio è sulla stessa linea: «Lavorare per un progetto comune è già una vittoria». E poi ha ribadito: «Io non credo che i cittadini umbri possano consentire a nessuno di usare l’Umbria come trofeo elettorale, da citare lunedì per fregarsene dal martedì nei prossimi cinque anni. Il patto civico su Vincenzo Bianconi in Umbria prevede che se vinci scegli i migliori di questa comunità per i tuoi assessori. Non è semplicemente un’alternativa, è una terza via».

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