Il Regno Unito chiude per coronavirus: anche Johnson segue il “modello Italia”

Il premier britannico ha annunciato le nuove misure restrittive per contenere i contagi. Una marcia indietro totale rispetto alla teoria dell'immunità di gregge su cui puntava in un primo momento

Alla fine Boris Johnson si è dovuto arrendere. Visto l’aggravarsi della situazione nel Paese, il numero di contagi che continua a crescere e quello dei morti che ha raggiunto quota 335, il primo ministro ha deciso di chiudere tutto come l’Italia. Si potrà uscire solo per i bisogni essenziali, come cibo o medicinali. Per il resto, tutti a casa.

La svolta è stata annunciata in tv con un drammatico messaggio alla nazione del primo ministro:«Abbiamo l’obbligo di combattere insieme, sarà dura ma ce la faremo». A determinarla, la constatazione che i britannici non stavano seguendo il consiglio di limitare al massimo i contatti. Da oggi tutto questo finisce. Si potrà uscire solo per procurarsi beni di prima necessità. Si è autorizzati a fare esercizio fisico all’aperto, ma un volta al giorno e da soli. Chiuse biblioteche e luoghi di culto. Niente visite ai familiari o agli amici. Solo alcune categorie di lavoratori potranno andare in ufficio o in fabbrica, gli altri svolgeranno i loro compiti a distanza. La scorsa settimana Johnson aveva già chiuso le scuole e i luoghi di aggregazione, dai pub ai ristoranti, dai cinema ai musei. Ma non era sufficiente: la curva dei contagi e dei decessi cresceva a un ritmo «italiano», se non peggiore. Di qui il “lockdown”.

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Per Boris Johnson è una resa. Ha dovuto spiegare agli inglesi quello che epidemiologi e scienziati di tutto il mondo dicono da settimane: «Se troppe persone si ammalano seriamente tutte insieme, il sistema sanitario non riuscirà a gestirle: e quindi moriranno probabilmente più persone, non solo per il coronavirus ma anche per altre malattie». È la valutazione alla base delle misure restrittive prese per esempio in Italia, e quella esposta efficacemente dall’ormai noto grafico “abbassa la curva”: il distanziamento sociale, le chiusure e le limitazioni agli spostamenti servono proprio a evitare che tantissime persone si ammalino contemporaneamente, portando al collasso gli ospedali.

Anche il governo britannico si è allineato a questa posizione, condivisa ormai da diversi paesi europei interessati dall’epidemia come Francia e Spagna. Inizialmente, invece, la posizione del governo britannico aveva fatto discutere perché  orientata a non fermare il paese cercando di raggiungere l’immunità di gregge. Ma adesso le cose sono cambiate. «Da questa sera – annuncia Johnson in diretta tv- devo dare a ogni cittadino britannico istruzioni molto semplici: andare al lavoro se necessario, fare la spesa, fare attività fisica una volta al giorno, assistere un caro non autosufficiente o per vedere un medico». Johnson non ha specificato fino a quando rimarranno in vigore le restrizioni, anticipando però che «valuteremo di nuovo tra tre settimane, e le allenteremo se i dati diranno che possiamo farlo».

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