ItaliaPrimo Piano

La scuola non riapre in 15 regioni

L’11 gennaio ripartiranno con il 50% di lezioni in presenza solo le scuole superiori di Toscana, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige. Molte altre regioni posticipano, andando in direzione opposta rispetto alle decisioni prese dal governo

Si allunga la lista delle regioni che hanno deciso di posticipare il ritorno in presenza degli studenti delle scuole superiori fissato dal governo per l’11 gennaio. Visto l’incremento dei contagi, il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha firmato un’ordinanza che prevede di allungare la didattica a distanza delle superiori fino al 18 gennaio. Una decisione simile è stata presa in Emilia Romagna: la giunta ha fissato per il prossimo 25 gennaio il ritorno alle elezioni in presenza al 50%. Dalla Lombardia alla Calabria, dal Veneto alle Marche i governatori avevano annunciato il rinvio nei giorni scorsi. In tutto sono 15 le regioni in cui lunedì non si torna in classe.

In Abruzzo e Basilicata si attende la valutazione finale sull’incremento dei contagi, ma i governatori non hanno escluso il rinvio. Mentre a tornare in aula con il 50% di lezioni in presenza lunedì 11 gennaio (come deciso in Consiglio dei ministri dal governo) saranno solamente le scuole superiori di Toscana, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.

LEGGI ANCHE: Slitta il rientro a scuola: ecco il calendario per elementari, medie e superiori

Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche e Calabria sono state le prime a stabilire il proseguo della didattica a distanza per le scuole superiori fino al 31 gennaio. Il Tar della Calabria, tuttavia, ha bocciato la parte dell’ordinanza riguardante elementari e medie: dovrebbero tornare a scuola lunedì. Anche il presidente della regione Sardegna, Stefano Solinas, ha fatto sapere che le scuole dell’ultimo ciclo potrebbero ripartire il 1° febbraio, ma non ha ancora firmato un’ordinanza. Il Piemonte ha scelto lunedì 18, come Lazio e Liguria.

La Lombardia, una delle cinque regioni diventata arancione, ha firmato per il rientro lunedì 25. Così come l’Emilia Romagna, anch’essa arancione. Il Molise ha sospeso le scuole di tutti i gradi, ad eccezione dell’infanzia, fino al 18 gennaio consentendo ai singoli sindaci di ammettere in presenza gli studenti delle elementari. L’Umbria riaprirà il 23 gennaio. In Puglia niente scuole fino al 15, in ogni ordine e grado. In Sicilia stop dell’attività didattica per le prossime tre settimane, si torna in classe il 1° febbraio.

In Campania riapriranno lunedì 11 gennaio i cancelli per gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria. Sulle successive date – il 18 gennaio il resto della primaria, il 25 le medie e superiori – ci sarà un’ulteriore analisi: «Se i contagi ripartono non apriremo gli istituti scolastici», ha detto il governatore Vincenzo De Luca.

Intanto, studenti, docenti e genitori sono sul piede di guerra un po’ ovunque. Ma il bersaglio delle proteste non è solo il mancato ritorno in classe, è la preoccupazione per la sicurezza e per le nuove regole approvate nei tavoli dei prefetti. A Roma da lunedì ci saranno sit-in e scioperi della Dad nelle scuole superiori per protestare contro il piano provinciale e i turni, di cui gli studenti chiedono una revisione. A Milano in Piazza Duomo centinaia di studenti e professori hanno organizzato un sit-in e in varie città, da Mantova a Trieste, crescono le manifestazioni di protesta contro il caos degli annunci e dei rinvii e il rimpallo di responsabilità sulle scelte che riguardano la scuola.

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi