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Nutida, Alice Catapano: «In Landscape la vita diventa danza»

La coreografa si racconta: «Questo nuovo lavoro nasce da uno studio su Harold Pinter, un drammaturgo e regista londinese. Prendendo spunto dalla sua filosofia e scavando nelle profondità dei rapporti umani ho provato a rappresentare la difficoltà di comunicazione e di interazione nella coppia»

Francesco Capaldo di Francesco Capaldo
Giugno 30, 2023
in Spettacoli
Tempo di lettura: 3 mins read
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Nutida, Alice Catapano: «In Landscape la vita diventa danza»

Nutida è un laboratorio di nuovi talenti. Per i lettori di Pickline abbiamo intervistato la danzatrice Alice Catapano che come coreografa ha messo in scena Landscape, due monologhi che indagano la profondità dei rapporti dei due protagonisti, e che raccontano ‘una vita, forse vissuta insieme’.

Mi parli un po’ di te? Della tua storia?

Ho iniziato a fare danza classica e contemporanea molto presto. Avevo solo 4 anni e le mie prime esperienze le ho fatte nella scuola del mio paese in Puglia. Poi all’età di 14 anni ho vinto una borsa di studio per l’Accademia del Balletto di Toscana diretto da Cristina Bozzolini, e da allora mi sono trasferita a Firenze.

Come è stato il tuo percorso professionale a Firenze?

Avvincente e ricco di opportunità. Dal 2017 sono entrata a far parte della Compagnia JuniorBdT e oggi faccio parte del Nuovo Balletto di Toscana di Cristina Bozzolini.

Con chi hai lavorato in questi anni?

Con tanti coreografi nazionali e internazionali. Ne cito alcuni: Diego Tortelli, Valerio Longo, Alessio Maria Romano, Jïri Bubenicek, Michele di Stefano, Karl Alfred Schreiner, Mario Gil Bermúdez, ecc. Ho avuto la possibilità di esibirmi in alcuni tra i più importanti teatri in Italia, e di collaborare anche con artisti come Giovanni Caccamo e Diodato.

Recentemente sei diventata anche coreografa?

Sì, grazie a Saverio Cona mi sono appassionata anche alla coreografia. Il mio primo lavoro è del 2021. Si tratta di un assolo: Ipnosi. Con questo lavoro ho partecipato per la prima volta a Nutida, poi l’anno scorso di nuovo con Somnus, un’altra mia produzione, e quest’anno mi sono rimessa in gioco con un nuovo progetto: Landscape, che è nato dallo studio di un libro di Harnold Pinter.

Che ricordo hai della Puglia? Come ha influito sulla tua arte?

La Puglia è la regione in cui sono nata e cresciuta, è un punto di riferimento, un luogo sicuro dove ho passato la mia infanzia. Ho un ricordo positivo e ricco di bei momenti vissuti. Per me rappresenta famiglia e casa. Non so se ha influito o meno sulla mia arte ma sono certa che senza le mie origini non sarei la persona che sono oggi.

Che persona ti senti oggi? E artisticamente come è stato il tuo arrivo a Firenze?

Oggi mi sento una persona con delle potenzialità, con dei valori e con disciplina, mi ritengo una persona propensa a imparare, a conoscere ma anche ad ascoltare. A livello artistico il mio percorso è stato in continua crescita di anno in anno. Ci sono stati momenti più duri ma penso sia una cosa normale.

Mi parli della tua ricerca artistica sia come danzatrice che come coreografa?

Come ballerina cerco di entrare il più possibile nella mentalità del coreografo e di rispondere alle sue richieste. Come coreografa invece non ho ancora un modello ben definito. Ho ancora molto da imparare ma in genere parto dallo studio di un’idea o da uno spunto iniziale. Applico delle ricerche, approfondisco l’argomento e apprendo tutto ciò che mi occorre per poi poter lavorare in sala attraverso il movimento del corpo.

Mi parli dello spettacolo che hai proposto a Nutida…Cosa volevi comunicare?

In questo nuovo lavoro ero in scena con il mio amico e collega Matteo Capetola. Il progetto è nato da una proposta di Saverio Cona, il direttore del Festival. Dopo un momento di riflessione ho deciso di cogliere questa opportunità. Landscape nasce da uno studio su Harold Pinter, un drammaturgo e regista londinese. Nel libro sono presenti due protagonisti, Duff e Beth, i quali, attraverso due monologhi, raccontano la loro vita. Prendendo spunto dalla sua filosofia e scavando nelle profondità dei rapporti umani abbiamo provato a rappresentare la difficoltà di comunicazione e di interazione tra i due. Non ci siamo del tutto immedesimati nella vita di Duff e Beth descritta da Pinter: abbiamo preferito sviluppare una nostra realtà, due vite distinte che percorrono lo stesso cammino.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Nel mondo della danza fare delle previsioni future non è semplicissimo. Sappiamo tutti qual è la realtà che c’è in questo settore soprattutto in Italia. Mi piacerebbe tanto portare in giro per l’Italia (ma anche all’estero) i miei progetti Somnus e Landscape e di avere la possibilità con la Compagnia di collaborare con nuovi coreografi e di viaggiare e far vedere i nostri lavori in giro per il mondo.

Tags: Alice CatapanoLandscapeNutida
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