Mondo

L’arte di rattoppare: Facebook lancia il Data Abuse Bounty

Da Menlo Park continuano i tentativi di arginare i danni provocati dal terremoto del Datagate. Intanto Zuckerberg testimonia alle camere statunitensi

Già il fatto che il nerd con le maniche corte si sia presentato impettito nel suo vestito elegante è di per sé una notizia. Mark Zuckerberg, bisogna dirlo, non è più lo stesso. Dopo la seconda deposizione alle camere statunitensi, molto più complicata della prima e nella quale il capo di Facebook ha annaspato senza però affogare (provocando tra l’altro l’ilarità del web che ha sfornato numerosi meme), l’ex bimbo prodigio di Harvard ha lanciato il Data Abuse Bounty.

LEGGI ANCHE: Effetto datagate: Apple, IBM e Tesla mollano Facebook

COS’È. Il lancio del Data Abuse Bounty era stato annunciato già da qualche tempo, ma è stato reso operativo solo dopo la deposizione di Zuckerberg. Il programma ha come scopo individuare nello sterminato mondo di Facebook eventuali falle riguardo la sicurezza dei dati e non solo. Col Dab, infatti, potranno essere rilevati anche problemi relativi allo “scam”, alla manipolazione politica delle informazioni degli utenti fino all’ormai celeberrima cessione non autorizzata di informazioni personali a terzi, cioè la causa scatenante del terremoto Datagate. Agli utilizzatori del social basterà, per così dire, inoltrare richiesta formale ai vertici di Menlo Park tramite il programma e poi attendere riscontro, esattamente come si fa con le normali segnalazioni. Con una differenza sostanziale però: in caso di accettazione di questa sorta di ricorso, Facebook è tenuta a risarcire l’utente con somme pecuniarie fino a un massimo di 40mila dollari. Insomma, un affare se si è stati vittima dello scandalo Cambridge Analytica.

LEGGI ANCHE: Facebook datagate, si dimette il capo della sicurezza mentre il titolo perde 37 miliardi

RISOLLEVAMENTO. Intanto, una buona notizia arriva per Mark Zuckerberg. Dopo le complicate e sofferte audizioni alle camere in cui comunque il leader di Facebook ha retto, seppur a fatica. Il titolo, che nelle scorse settimane aveva vissuto una continua flessione facendo perdere a Menlo Park svariati miliardi di dollari, ha ricominciato la sua corsa in borsa, arridendo al social network più diffuso al mondo con una crescita registrata di oltre il 4%. Insomma, seppur complicata la risalita del guru Zuckerberg è ricominciata. È da vedere però fin dove arriverà.

Tags

Related Articles

Close