Cultura

Premio Strega, di cosa parla “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek

Dopo 15 anni una donna torna a conquistare l’ambito premio letterario italiano con una storia tutta al femminile: la biografia di Gerda Taro, la fotografa fuggita dalla Germania nazista e finita, insieme al compagno Robert Capa, a documentare la guerra civile spagnola

Ribelle, forte, antifascista è la protagonista del libro “La ragazza con la Leica” che si è aggiudicato la 72esima edizione del Premio Strega. «Non somiglio a Gerda Taro, ma è stato bello cimentarmi con una figura diversa. Lei è nata coraggiosa, io il coraggio ho imparato a tirarlo fuori» spiega l’autrice del romanzo Helena Janeczek. “La ragazza con la Leica” racconta la vita della fotografa Gerda Taro, la storia con il collega Robert Capa e le vicende di quella generazione degli anni Trenta nella guerra civile spagnola. Era da quindici anni che una donna non vinceva il più importante premio letterario italiano: nel 2003 aveva vinto Melania Mazzucco con “Vita”. In totale, nella storia del premio, che inizia nel 1947, sono state solo 10 le donne vincitrici, a fronte dei 61 uomini.

CHI È “LA RAGAZZA CON LA LEICA”. Con Helena Janeczek, che ha ottenuto 196 voti a favore, torna una donna a vincere, con una storia tutta al femminile. Il romanzo, ambientato nella Spagna degli anni Trenta, è un ritratto di Gerda Taro Pohorylle, fotografa tedesca con origini ebree polacche fuggita dalla Germania nazista e finita, insieme al compagno Robert Capa, a documentare la guerra civile spagnola. Il 26 luglio 1937 moriva, all’età di 26 anni, travolta da un carro armato durante un bombardamento aereo. Nella prima pagina del libro appare una foto di due miliziani antifascisti seduti al sole in uno scatto della Taro. Nella pagina successiva gli stessi soggetti sono fotografati da Capa. In poche pagine emergono aneddoti e avvenimenti storici, ideali e utopie, la lotta per la libertà e una scia di morte. Dopo l’introduzione inizia il racconto romanzato della vita di Gerda presentato da tre punti di vista diversi: Willy Chardack, un cardiochirurgo innamorato, ma non corrisposto, della protagonista; Ruth Cerf, un’amica di Gerda; e Georg Kuritzkes, il suo fidanzato prima di Capa.

I VINCITORI DELLO STREGA 2018. Da diverse stagioni il premio era monopolio dei maggiori gruppi editoriali: nella 72esima edizione è stato vinto Guanda, sigla del gruppo Gems. Fondata nel 1932 da Ugo Guandalini e Antonio Delfini la casa editrice modenese va a spezzare un dominio incontrastato del gruppo Mondadori/Rizzoli/Einaudi, che assieme al vecchio marchio Bompiani (inglobato fino al 2016 in Rizzoli), e a Feltrinelli avevano sbancato lo Strega oramai da oltre trent’anni. Eiunadi si aggiudica comunque il secondo posto (144voti) con “Io resto qui” dello scrittore Marco Balzano. È arrivata terza Sandra Petrignani che ha ottenuto 101 designazioni per “La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” (Neri Pozza); quarto Carlo D’Amicis con 57 schede per “Il gioco” (Mondadori), infine quinta Lia Levi con 55 voti per “Questa sera è già domani” (Edizioni E/O).

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L’AUTRICE. La vincitrice del Premio Strega 2018 è nata nel 1964 a Monaco di Baviera in una famiglia di ebrei tedeschi, ma dal 1983 vive in Lombardia. Per Guanda la scrittrice aveva già pubblicato, nel 2010, “Le rondini di Montecassino” per raccontare la presenza di polacchi, pachistani e altre nazionalità dimenticate in una delle battaglie più cruente della Seconda guerra mondiale. Tutti i suoi libri sono stati scritti in italiano, fatta eccezione per una raccolta di poesie del 1989 “Ins Freie: Gedichte, Frankfurt am Main, Suhrkamp”. Nella sua produzione anche il volume “Lezioni di tenebra”, ampiamente autobiografico, uscito in prima edizione per Mondadori nel 1997 e ripubblicato nel 2011 da Guanda. Il libro ha vinto il Premio Bagutta Opera Prima. Del 2002 è il romanzo “Cibo”. Segue, per il Saggiatore, “Bloody Cow”, la storia di Clare Tomkins, la prima vittima della malattia di Creutzfeldt-Jacob, comunemente nota come “mucca pazza”.

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