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Addio iTunes: Apple si fa in tre (app) per accogliere musica, podcasts e tv

Va in pensione una delle idee di Steve Jobs, che ha segnato il passaggio dai supporti fisici alla musica “liquida”. Con la prossima versione di macOs, Catalina, la piattaforma sparirà per cogliere la sfida lanciata da Netflix e dagli altri colossi dello streaming

Apple spegne la sua celebre iTunes. La piattaforma, che ha trasformato il modo in cui le persone comprano e ascoltano la musica, verrà sostituita da tre diverse app, ognuna dedicata a una forma diversa di intrattenimento: Apple Music, Apple Podcasts e Apple Tv. Le prime due sono molto intuitive, l’ultima invece raccoglierà tutti gli show e le serie tv che Apple sta cercando di raggruppare per lanciare la sua sfida a Netflix e alle altre piattaforme di streaming. Il cambiamento arriverà con l’aggiornamento del sistema operativo per Mac, l’annuncio alla Conferenza degli sviluppatori (Wwdc) di San Josè in California.

Nella pagina di Wikipedia Italia, già si usa il passato, alla voce iTunes troviamo: «è stata un’applicazione sviluppata e distribuita da Apple Inc. per riprodurre e organizzare file multimediali, permettendo l’acquisto online di canzoni, video e film attraverso il servizio iTunes Store». La sua prima versione fu lanciata nel 2001 grazie a una intuizione di Steve Jobs che volle rendere accessibile agli utenti l’acquisto della musica cannibalizzata dalla pirateria e da servizi come Napster. Il sistema significò un’inversione di tendenza, in termini di ricavi, per un mondo della musica che sembrava avviato a un inevitabile declino. Ha segnato il passaggio dai supporti fisici (vinili, musicassette e poi cd) alla musica “liquida”, fatta di bit.

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Nel 2003 nacque l’iTunes Music Store e Jobs fece lo storico passo di portare iTunes anche sui pc Windows. Le cose cambiarono rapidamente. Il concetto di album iniziò presto a vacillare, perché era diventato facile acquistare a 0,99 centesimi un singolo brano, quello che ti piaceva di più, magari per comporre una playlist personalizzata. Con iTunes si comprava, si scaricava sul pc, si ascoltava musica, si faceva il “rip” dei cd, si organizzavano i brani, li si trasferiva sull’iPod per ascoltarli anche fuori casa. Nel corso degli anni iTunes, il player audio più diffuso della storia dopo Windows Media Player, era finito per inglobare video, film, podcast, e-book. E con l’avvento dello streaming e l’exploit di piattaforme come Spotify o Netflix è diventato persino obsoleto.

Insomma, iTunes non serve più a niente. Con la prossima versione di macOs, chiamata Catalina, iTunes sparirà. Lascerà posto a tre distinte applicazioni: Musica, Apple Tv (per film, serie e programmi tv, film), Podcast. Ma attenzione: iTunes resterà su tutti i Mac che, per volontà o impossibilità (perché obsoleti), non saranno aggiornati a Catalina. E continuerà, almeno per ora, sui pc, dove per altro è uno dei software più scaricati del Windows Store (in cui è arrivato nel 2018). Questo almeno finché Apple non si deciderà a portare i suoi tre eredi (Musica, Apple Tv, Podcast) anche sui personal computer.

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