Il muro di Renzi sulle microtasse

È lite su come impiegare 400 milioni. Italia Viva chiede che vengano investiti per cancellare plastic e sugar tax, mentre il Pd vuole destinarli al taglio delle tasse per i lavoratori

«Non vorrei andare al voto ma se ci costringono lo faremo», ha detto il leader di Italia Viva. Lo scontro sulle minitasse presenti in manovra diventa una battaglia tra gli esponenti di Italia viva e gli ex compagni del Partito democratico. Matteo Renzi non si accontenta della riduzione plastic e sugar tax, già decisa dal governo rispetto alla formula iniziale, ma ne chiede la cancellazione totale. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha portato al tavolo la possibilità di reperire nuove risorse (tra i 400 e i 500 milioni) che il Pd chiede di destinare le risorse al taglio del cuneo fiscale.

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Si tratta solo dell’ultima puntata di uno scontro che va avanti fin dalla nascita del governo Conte due. In questa manovra il partito di Nicola Zingaretti ha piantato la sua bandierina, quella del taglio del cuneo fiscale, cioè delle tasse sul lavoro. I soldi sono pochini, appena 3 miliardi, perché ben 23 se ne sono andati per fermare l’aumento dell’Iva. Fin dal primo momento Renzi ha boicottato la proposta del Pd sostenendo che con risorse così esigue l’effetto in busta paga sarebbe quasi invisibile. Proprio per questo, per renderlo meno invisibile, il Pd ha accettato di rinviare a luglio la partenza del taglio del cuneo, raddoppiando l’effetto sugli stipendi a paritá di risorse. Ma Italia Viva ha preso la palla al balzo, chiedendo di farlo slittare ancora più avanti, a ottobre. In cambio Renzi chiede di cancellare del tutto, e non solo limare, le tasse inserite in manovra, quelle su plastica, zucchero e auto aziendali.

Il Partito democratico, però, stavolta non sembra disposto a mollare. Andrea Orlando (capo delegazione e quasi segretario ombra) scrive su twitter: «Davvero non possiamo pagare qualche centesimo di euro per evitare questo?», pubblicando il video di un capodoglio morto per la troppa plastica nello stomaco. Quindi fonti Pd, interpellate dalle agenzie, hanno attaccato: «Italia viva preferisce le multinazionali delle bibite gassate ai lavoratori. Non vuole diminuire le tasse sul lavoro, ma pensa solo a togliere la sugar tax, per favorire società per azioni che non hanno sede neanche in Italia. È solo grazie al Pd che sono stati salvati gli italiani dai 23 miliardi della Salvini Tax e che si mette in campo il taglio delle tasse ai lavoratori da oltre 3 miliardi».

Una ricostruzione che ha respinto lo stesso leader Matteo Renzi: «Se per aumentare la tassa sulla plastica ci sono 10mila persone che rimangono senza lavoro – ha dichiarato a Tgcom24 – il conto lo paga la povera gente: ecco perché è follia la tassa sulla plastica. Stessa cosa sullo zucchero, se vuoi che i nostri bambini non bevano più bibite gassate devi fare un percorso di educazione alimentare. Se metti tassa sullo zucchero, le aziende chiudono e vanno altrove».

Si cerca un compromesso. Nelle ultime ore era circolata l’ipotesi di un rinvio a metà 2020 per la plastic tax. D’altra parte un intervento c’era già stato: il gettito previsto è già sceso del 70% per la plastic tax (da un miliardo a 300 milioni). La tasse sulle auto aziendali è stata quasi azzerata (16 milioni rispetto ai 347 iniziali), mentre è rimasta invariata la sugar tax (200 milioni circa).

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