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Popolare di Bari: le misure del governo per salvare l’istituto bancario

Approvato il decreto che prevede un finanziamento «fino ad un importo complessivo massimo di 900 milioni per il 2020» e la creazione di una banca d'investimento

I risparmiatori della Banca popolare di Bari possono tirare un sospiro di sollievo. Dopo giorni di tensioni all’interno della maggioranza e i veti incrociati di Italia Viva e M5s, il governo ha stanziato le risorse per salvare la Banca popolare di Bari, sottoposta il 13 dicembre alla procedura di amministrazione straordinaria da parte della Banca d’Italia. Il decreto prevede un finanziamento «fino ad un importo complessivo massimo di 900 milioni per il 2020». Le risorse vengono assegnate a Invitalia. L’Agenzia nazionale per l’attrazione investimenti e lo sviluppo d’impresa del ministero dell’Economia, girerà i 900 milioni al Mediocredito Centrale, che a sua volta contribuirà a rafforzare le capacità patrimoniali e finanziarie della Popolare di Bari.

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Banca d’Italia aveva deciso di commissariare il consiglio d’amministrazione della Banca Popolare di Bari per via della cattiva gestione finanziaria e dei troppi crediti deteriorati, cioè dei mutui o prestiti che hanno poche possibilità di essere riscossi. Da tempo la Banca era considerata in difficoltà, tanto che aveva chiuso il 2018 con perdite per 420 milioni di euro e la forte riduzione del valore delle proprie azioni. La procura di Bari sta svolgendo varie indagini sulla Banca Popolare di Bari. Una di queste, per ora senza indagati né ipotesi di reato, è stata aperta per via di una lettera della Consob, l’autorità garante della borsa, secondo cui la banca non aveva fornito le informazioni richieste sulla situazione dei conti. Un’altra riguarda l’acquisizione di altre banche, tra cui Banca Tercas.

Adesso quello che si configura è un intervento pubblico-privato, visto che al rilancio della Banca Popolare di Bari parteciperanno anche il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi ed eventuali altri investitori. Ma tra gli obiettivi del governo c’è soprattutto quello di creare una banca d’investimento, che nascerebbe dalla ‘scissione’ delle acquisizioni fatte dal Mediocredito centrale: l’impegno è sostenere le imprese del Mezzogiorno. Nel decreto si parla della «straordinaria necessità ed urgenza di prevedere interventi finanziari a sostegno del Mezzogiorno, secondo logiche, criteri e condizioni di mercato». Le norme vogliono contribuire al superamento del gap sullo sviluppo economico tra nord e sud. Secondo alcune fonti, dei 900 milioni stanziati per il 2020 dal governo, alla Popolare di Bari potrebbero servirne 500 e altri 400 potrebbero essere impiegati per rafforzare altre banche del Sud o sostenere imprese come l’Ilva (per la quale l’esecutivo immagina un intervento proprio di Invitalia). Ma per ora sono solo ipotesi.

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