Salute

Malocclusioni dentali: la prevenzione inizia da bambini

Una errata chiusura delle arcate dentarie può ripercuotersi negativamente anche in parti del corpo. Intervenire tempestivamente in età pediatrica evita l’insorgenza di problemi di fonazione e masticazione, ma anche scompensi nella postura. Ne abbiamo parlato con l’ortognatodontista Cristina Vitale

Il corretto sviluppo della dentizione è fondamentale per la salute orale in età pediatrica, poiché contribuisce ad una occlusione stabile, funzionale ed esteticamente armonica. Ma accade spesso che fattori ereditari e condizioni acquisite durante l’infanzia, quali le cosiddette abitudini viziate, possano causare un’alterazione della forma e dello sviluppo delle arcate dentarie. Intervenire tempestivamente durante la crescita è molto importante per evitare problemi che possono ripercuotersi anche sulla postura. Quali sono le malocclusioni dentali tipiche nell’infanzia? E come possono essere risolte? Lo abbiamo chiesto alla dr.ssa Cristina Vitale, consulente in ortognatodonzia ed odontoiatria infantile presso diversi studi in Sicilia e a Roma, e membro dell’Asio (associazione specialisti italiani ortodonzia).

Cristina Vitale Odontoiatra
Dr.ssa Cristina Vitale

Quali sono le malocclusioni dentali più comuni nei bambini?
«La malocclusione consiste in un’errata chiusura tra arcata superiore e arcata inferiore dei denti. Prima di tutto, è bene ricordare che le malocclusioni dentali non sono un fenomeno esclusivo dell’infanzia: solitamente si presentano nei primi anni di vita ma se non trattate creano seri problemi in età adulta. In base ai fattori che le causano, le malocclusioni possono essere divisi in due grandi macro categorie: le malocclusioni geneticamente determinate e le malocclusioni legate ad abitudini viziate. La malocclusione geneticamente determinata è determinata da fattori e pattern di crescita ereditati, come per esempio una mandibola molto grande, un mascellare troppo stretto, la mancanza di uno o più elementi dentari o la presenza di elementi dentali anomali. La malocclusione legata ad abitudini viziate si instaura, invece, a seguito di abitudini quotidiane che il bambino ha appreso e ha automatizzato, come il succhiamento del ciuccio o del dito, la respirazione orale, l’interposizione del labbro o della lingua tra i denti. Spesso le malocclusioni presenti nei bambini sono il risultato di un mix tra fattori ereditari e abitudini viziate, come il morso aperto e il morso incrociato, le cui cause possono essere ossee (la crescita dell’osso mascellare non è avvenuta correttamente) oppure possono essere causate dall’uso prolungato del ciuccio o dalla suzione del dito».

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Come si diagnostica una malocclusione dentale?
«A meno di un grave ed evidente disallineamento del viso, è difficile che questa patologia venga diagnosticata già nelle prime fasi. Controlli odontoiatrici periodici già a partire dai primi anni di vita sono quindi indispensabili all’individuazione di eventuali problemi. L’odontoiatra, visitando il piccolo paziente, sarà in grado di diagnosticare e classificare la tipologia di malocclusione e programmare di conseguenza i trattamenti che saranno tanto più efficaci quanto tempestivo sarà l’intervento. Nella mia esperienza quotidiana mi avvalgo di uno scanner intraorale che riproduce in 3D i denti e i tessuti molli in modo da valutare con precisione la salute della bocca. I piccoli pazienti non devono più preoccuparsi delle impronte dei denti: i fastidi e quel senso di soffocamento dato dalle paste in alginato sono un lontano ricordo del passato. La tecnologia digitale permette a noi clinici di avere immediatamente disponibili quelle informazioni che solitamente dovremmo aspettare dalla fabbricazione del modello in gesso e ai pazienti garantisce un comfort ottimale. Inoltre in caso di errori nella rilevazione delle impronte digitali, possiamo correggere le immagini in pochi secondi senza dover ripetere la poco piacevole procedura con la pasta. Sicuramente un ulteriore e non scontato vantaggio è l’estrema precisione che ci permette di creare apparecchi personalizzati».

È sempre possibile curare una malocclusione?
«In genere sì. Anche se per poter ripristinare la funzionalità corretta ed estetica della bocca è necessario iniziare il trattamento non appena il problema si presenta. E di solito questo accade in età pediatrica. Nei bambini è molto più facile intervenire perché le ossa non sono ancora completamente sviluppate. Attraverso un trattamento di ortodonzia si può orientare correttamente la crescita dell’osso mascellare, della mandibola e dei denti. Questo diventa molto più complicato nell’età adulta, con il rischio che il paziente possa andare incontro a problemi di fonazione e masticazione, ma anche a scompensi nella postura principale, causa di mal di schiena, tensioni muscolari e dolori articolari».

Come si interviene?
«Il trattamento più appropriato dipende dall’entità della malocclusione. Solitamente si interviene con un apparecchio ortodontico di tipo fisso o mobile, il quale nel corso di diversi mesi o anni è in grado di modificare i rapporti tra le arcate fino alla completa scomparsa di malocclusione. Nei casi molto gravi, o qualora siano comparse complicanze importanti, l’utilizzo degli apparecchi ortodontici diventa insufficiente ed è indicato un intervento chirurgico di correzione».

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Esiste davvero una correlazione tra malocclusioni e postura?
«I muscoli del corpo sono collegati tra loro, ecco perché le malocclusioni possono causare dolori anche in altre zone del corpo e influire sulla postura. Una risposta è la gnatologia, che si occupa di studiare e ripristinare il corretto equilibrio tra le due arcate dentali, i muscoli e le ossa temporo-mandibolari. In caso di malocclusioni è frequente incorrere in problemi alla masticazione, alla fonazione ma anche alla postura. Spesso accompagnati da mal di testa e da dolori a livello dell’articolazione, da bruxismo, da click mandibolari e limitazione funzionale dell’apertura della bocca. Ma i sintomi di un disturbo all’articolazione temporo-mandibolare possono anche riguardare i muscoli del collo, con frequenti infiammazioni del nervo trigemino, dolori alla schiena, mal d’orecchio con riduzione dell’udito, acufeni, capogiri e vertigini».

Cosa si può fare per prevenire una malocclusione?
Incentivare l’allattamento al seno, al fine di favorire un corretto sviluppo dei mascellari. E ridurre al minimo se non eliminare totalmente l’uso del ciuccio soprattutto dopo i due anni di età. Altre volte, purtroppo, non è possibile prevenire le malocclusioni: quando sono causate da problemi genetici, ossei o dentali è impossibile prevedere la loro comparsa o evitare che si manifestino. In ogni caso rivolgersi al proprio dentista di fiducia precocemente permetterà un intervento tempestivo nella correzione di una eventuale malocclusione che se non trattata potrà incidere sulla masticazione masticazione e sulla fonazione creando scompensi anche alla postura ed essere causa di mal di schiena, tensioni muscolari e dolori articolari».

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