Tempi troppo stretti per il negoziato sulla Brexit: il monito di Barnier

Per il negoziatore capo dell’Ue in soli 10 mesi è impossibile accordarsi su tutto e avverte che Bruxelles «non vuole un accordo ad ogni costo»

Inizia una nuova fase della Brexit. Lunedì 2 marzo è cerchiato sui calendari di Commissione europea e governo britannico per la definizione di nuove relazioni dopo l’uscita di Londra dall’Unione europea. È il negoziatore capo dell’Unione europea per la Brexit, Michel Barnier, ad annunciare l’avvio del primo round negoziale, dopo che i ministri degli Affari europei hanno concesso il mandato a intavolare trattative.

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L’Unione europea «vuole un partenariato duraturo e ambizioso» con il Regno Unito, dice Barnier, secondo cui il divorzio di Londra da Bruxelles «sarà una trattativa complessa e difficile» perché le questiono da regolare sono tante e il tempo «troppo poco». «Siamo pronti – ha detto Banier – e per arrivare ad una conclusione positiva siamo disposti ad aprire più tavoli negoziali allo stesso tempo». Si renderà davvero necessario, perché «in dieci mesi non si può trovare un accordo su tutto, dobbiamo tracciare un solco».

Barnier mette le mani avanti, quasi a voler preparare tutti al fallimento negoziale. «Siamo pronti a negoziare sulla base della dichiarazione politica concordata con Londra», ha spiegato Barnier, avvertendo però che «non concluderemo un accordo a qualsiasi costo, i nostri obiettivi sono chiari e trasparenti». L’Unione europea è pronta a far saltare il tavolo se non c’è reciprocità. «Siamo pronti a offrire un accordo commerciale ambizioso, ma il Regno Unito non può aspettarsi piena accesso di qualità al nostro mercato senza un concorrenza aperta e leale».

Il negoziatore capo dell’Unione europea per la Brexit fa riferimento alla “parità di condizioni” contenuta nell’accordo di ritiro. «I principi che ci guidano sono sanciti nella dichiarazione politica e nei prossimi mesi insisteremo su un partenariato equo ed equilibrato. Ci attendono negoziati complessi, esigenti, in un periodo di tempo limitato che, se non cambierà, sarà per scelta dei britannici. Lo dico perché si assumano la loro responsabilità»

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