L’Italia si ferma: ecco tutte le misure del decreto Conte sul coronavirus

Dai consigli agli anziani alle scuole chiuse, dalle misure per la quarantena al rinvio di tutti i congressi per il personale sanitario fino allo stop di manifestazioni e spettacoli a teatro e cinema: le misure previste dal decreto per contrastare l’epidemia

Scuole e università chiuse. Stop a manifestazioni ed eventi che comportino un affollamento di persone. Campionato di calcio a porte chiuse. Rinvio di tutti i congressi e i convegni in cui è coinvolto il personale sanitario. Per tutti distanza di sicurezza di un metro. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il decreto del governo con le «misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi» del coronavirus.

Decisioni senza precedenti, che mettono l’Italia in quarantena. «Chiederò all’Ue la flessibilità necessaria. L’Unione europea dovrà venirci dietro e sostenerci», ha detto il premier Conte in una diretta video su Facebook.«Da gennaio, quando avevamo appena due casi, abbiamo adottato subito misure che sono apparse drastiche – ha spiegato Conte – ma che in realtà erano adeguate a salvaguardare la salute dei cittadini, a contenere la diffusione del contagio». «Il dato positivo è che in Italia la grandissima parte delle persone contagiate guariscono senza conseguenze. Ma c’è preoccupazione perché una certa percentuale di persone necessita di un’assistenza continuata in terapia intensiva. Dobbiamo essere consapevoli che in caso di crescita esponenziale non solo l’Italia, ma nessun paese al mondo, potrebbe affrontare una simile situazione di emergenza in termini di strutture, posti letto e risorse umane richieste».

Com’era già stato comunicato, le lezioni nelle scuole e nelle università saranno sospese in tutta Italia fino al 15 marzo. Il decreto prevede «la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza». Le scuole sono infatti invitate ad attivare «modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità». Saranno inoltre sospesi «i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche». Il decreto precisa anche che «sono esclusi dalla sospensione i corsi post universitari connessi con l’esercizio di professioni sanitarie, ivi inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, nonché le attività delle scuole di formazione attivate presso i ministeri dell’interno e della difesa».

Sono sospese le manifestazioni e gli eventi sociali, inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro . In particolare, sono rinviati i «congressi in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità».

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Fino al 3 aprile il campionato di calcio di Serie A e gli eventi sportivi agonistici si svolgeranno a porte chiuse. Gli sport di base in palestre o piscine sono ammessi solo se rispettano le norme di igiene e sempre la distanza di sicurezza di almeno un metro.

Gli anziani sono invitati a restare in casa: «È fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro».

Divieto per accompagnatori dei pazienti di permanenza nelle sale di attesa dei Dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salvo specifica indicazione del personale sanitario del triage; limitazione dell’accesso di parenti e visitatori a strutture quali hospice, residenze sanitarie assistite (RSA) e strutture residenziali per anziani autosufficienti e non, ai soli casi consentiti dalla direzione sanitaria della struttura, adottando le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

Si chiede a i sindaci e associazioni di categoria di promuovere «la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie anche presso gli esercizi commerciali». Nelle «pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico sono messe a disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori, liquidi disinfettanti per l’igiene delle mani». Inoltre, «Le aziende di trasporto pubblico anche a lunga percorrenza adottano interventi straordinari di sanificazione dei mezzi».

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Il decreto prevede anche le indicazioni per chi viene da zone a rischio: «Chiunque, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione del presente decreto, abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, o sia transitato o abbia sostato nelle zone rosse deve comunicare tale circostanza al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio nonché al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta». «L’operatore di sanità pubblica e i servizi di sanità pubblica territorialmente competenti provvedono, alla prescrizione della permanenza domiciliare».

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