PoliticaPrimo Piano

Conte presenta il nuovo Dpcm: «Numeri in aumento, dobbiamo intervenire»

Posticipata di un giorno l'entrata in vigore del nuovo decreto per «dare la possibilità alle regioni di organizzare le proprie attività». Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle D'Aosta in zona rossa, Puglia e Sicilia in quella arancione, tutte le altre in quella gialla

«I numeri complessivi sono in costante aumento e per questo dobbiamo intervenire. La media nazionale dell’indice di trasmissibilità è di 1,7. Rispetto alle persone contagiate sale il numero degli asintomatici, diminuisce in percentuale il numero di persone ricoverate ma c’è l’alta probabilità che molte regioni superino le soglie delle terapie intensive e mediche». Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in diretta durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, prende la parola per spiegare cosa ha spinto il governo a intervenire con un nuovo Dpcm che sarà in vigore dal 6 novembre e fino al 3 dicembre. «Le misure entreranno in vigore venerdì in modo da dare la possibilità alle regioni di organizzare le proprie attività», ha spiegato Conte.

«Più elevata è la circolazione del virus, più restrittive sono le misure che andiamo a introdurre», ha aggiunto Conte illustrando il regime differenziato che divide l’Italia in tre fasce di rischio contagio: «zone gialle, arancioni e rosse». Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta rientrano nelle zone rosse (ad alto rischio), Puglia e Sicilia vengono inserite in quella arancione (intermedio) e tutte le altre in quella gialla (più sicure). «Se introducessimo misure uniche in tutta Italia produrremmo un duplice effetto negativo, non adottare misure veramente efficaci dove c’è maggior rischio e imporremo misure irragionevolmente restrittive dove la situazione è meno grave», ha spiegato Conte. Il premier ha sottolineato come non sia prevista una fascia verde, perché «non ci sono territori che possono sottrarsi» alle misure restrittive, «la pandemia corre ovunque».

LEGGI ANCHE: L’Italia divisa in zone rosse, arancioni e verdi: cosa si può fare e cosa no in base al Dpcm

«Siamo già all’opera, forse un Cdm già domani» per mitigare gli effetti delle misure prese sulle imprese, ha concluso il presidente del Consiglio, spiegando che vi sarà un nuovo decreto che «si aggiunge a quello appena adottato, un decreto Ristori Bis. E ha precisato: «In realtà non mi è stato chiesto da nessuna forza politica il tavolo dei rimpasti, chiamiamolo così. Mi sembra che il tema dei rimpasti non interessa ai cittadini, non interessa particolarmente me e non interessa le forze politiche. Domani ci vedremo. Ho chiesto un incontro con i leader per valutare le priorità dell’azione di Governo e dare nuova lena all’azione di Governo. Non si può negoziare sulla pelle dei cittadini».

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi