Dopo oltre sette mesi di cambi di colore e chiusure l’Italia torna gialla. L’unica eccezione è la Valle d’Aosta che sarà ancora in zona arancione. Già dalla scorsa settimana non ci sono più zone rosse, ovvero le fasce di rischio dove sono in vigore le maggiori restrizioni per contenere la pandemia da coronavirus. Le uniche regioni a cambiare colore sono Sicilia e Sardegna, che si trovano entrambe in zona arancione.
L’andamento epidemiologico è sensibilmente migliorato nell’ultima settimana: tutte le regioni italiane sono sotto le soglie di allerta, la pressione sui reparti di terapia intensiva è stata la più bassa dall’inizio dell’anno, e anche il numero di morti è diminuito negli ultimi sette giorni rispetto alle settimane precedenti. La decisione della fascia di rischio epidemiologico in cui includere una regione si basa su un complesso sistema di parametri che però le regioni vorrebbero cambiare. I presidenti delle Regioni hanno infatti chiesto al governo una modifica dei criteri con un nuovo modello che si basi principalmente sull’incidenza settimanale e la percentuale di posti letto occupati da malati di Covid-19 in terapia intensiva e negli altri reparti sul totale dei posti disponibili.
Da nord a sud del Paese la ripartenza è dunque una realtà. Oggi si riunirà la cabina di regia per programmare e anticipare alcune date già previste dall’ultimo decreto. Dopo la riapertura delle piscine e degli stabilimenti balneari. La decisione deve riguardare, oltre al coprifuoco, i centri commerciali nel fine settimana, le piscine al chiuso, la consumazione al bancone del bar, la cena nei ristoranti al chiuso, i banchetti dei matrimoni, i parchi tematici. Decisivo il monitoraggio del 21 maggio che tiene conto degli effetti delle riaperture cominciate il 26 aprile.
Il 24 maggio dovrebbe cambiare l’orario del coprifuoco che sarà in vigore dalle 23 alle 5. È l’orario limite per il presidente del Consiglio che al momento non ha intenzione di accogliere le richieste dei ministri del centrodestra e di Fratelli d’Italia sullo spostamento a mezzanotte o addirittura sull’eliminazione del divieto di circolazione notturno.
Il 1° giugno riaprono le palestre e i ristoranti al chiuso dalle 5 alle 18 con consumazione al tavolo. Ma potrebbero essere decisi ulteriori allentamenti: consentire la consumazione al bancone del bar e l’apertura fino alle 23.
Il 15 giugno potrebbe ripartire il settore dei matrimoni. Il protocollo è già stato preparato e attende di essere approvato dal Comitato tecnico scientifico. Le regole sono stringenti e prevedono, tra l’altro, l’obbligo per gli invitati di presentarsi con la certificazione verde che dimostra di aver avuto il Covid ed essere guariti, oppure di essersi vaccinati con la doppia dose, oppure di aver effettuato un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti.
Il 15 giugno potrebbe anche essere la data di entrata in vigore del green pass europeo che consente ai cittadini dell’Unione di viaggiare liberamente.





