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Governo Lega-M5s, il curriculum di Conte frena Mattarella. Rispunta l’ipotesi Di Maio

Mattarella prende tempo. Di Maio e Salvini rassicurano che il professore pugliese resta il nome su cui puntano per la formazione del nuovo governo. Ma si fa strada l’ipotesi di un possibile incarico al capo dei Cinquestelle

Per la candidatura a membro del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa aveva inviato un curriculum di 18 pagine. Ma nel percorso di studi e nella carriera di Giuseppe Conte, candidato premier di Lega e M5S, spuntano delle incongruenze. «Professore in diritto civile, che tra l’altro ha perfezionato gli studi anche alla New York University» si legge nel curriculum pubblicato sul sito della Camera dei Deputati. Dichiarazione smentita dalla portavoce dell’Università americana, Michelle Tsai, in un tweet: «Una persona con questo nome non compare nei nostri archivi come studente o membro di facoltà». Il nome di Giuseppe Conte come presidente del Consiglio sembra dunque vacillare, mentre torna ad affacciarsi l’ipotesi che possa essere lo stesso Di Maio a tornare in campo per Palazzo Chigi.

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ALTRO TEMPO. I leader di Lega e M5s hanno ribadito che il professore pugliese resta il nome su cui puntano per la formazione del nuovo governo. «Non sanno più cosa inventarsi», così Di Maio commenta la notizia del New York Time che smentisce periodo di attività di Conte presso la New York University. Il leader della Lega, Mateo Salvini, nega possibili ripensamenti: «Abbiamo accolto le indicazioni degli amici del Cinquestelle sul nome di Conte e continuiamo a lavorare». La parola ora passa al presidente Mattarella che, dopo avere incontrato in mattinata i presidenti di Camera e Senato, si è preso un giorno di pausa per una ulteriore riflessione sul conferimento dell’incarico. Prima di tutto dovrà essere chiarita la veridicità del curriculum presentato dal giurista. A questo punto, se non verrà cambiato candidato, è difficile che Conte possa ricevere l’incarico prima di giovedì.

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IL GIALLO SUL CURRICULUM. Nel suo curriculum ufficiale pubblicato sul sito della Camera dei Deputati a pagina 2, Conte dichiara di «aver trascorso, ogni estate, dal 2008 al 2012, almeno un mese alla New York University». Ma la portavoce dell’Università americana, Michelle Tsai, smentisce l’informazione: «Una persona con questo nome non compare nei nostri archivi come studente o membro di facoltà», aggiungendo che è possibile che Conte abbia seguito qualche programma di due giorni per i quali la scuola non tiene registri. Il corrispondente dall’Italia del New York Times, Jason Horowitz, ha iniziato a fare le sue verifiche per accertarsi che tutte le informazioni relative primo ministro italiano siano vere. E a quanto pare c’è già più di un dubbio. Nel curriculum dichiara anche di aver trascorso nel 1993 tre mesi a Vienna per perfezionare gli studi di diritto all’International Kulturinstitute. Che non esiste. Esiste, invece l’Internationales Kulturinstitute, che è una scuola di lingue dove non esistono corsi per giuristi. Tra le altre verifiche per fare luce sul curriculum di Conte c’è anche quella de Il Post che ha individuato un’altra imprecisione. Alla voce ‘Tra i princiali incarichi scientifici’, si legge: «È stato designato a far parte del Social Justice group istituito presso l’Unione Europea», ma un organo con questa denominazione non risulta. Risulterebbe, invece, un collettivo di professori di varie università europee chiamato “Social Justice in European Private Law” di cui però Conte non ne avrebbe mai fatto parte.

IPOTESI DI MAIO. Le perplessità emerse nelle ultime ore sulla figura di Conte fanno pensare a una possibile sostituzione in corsa del candidato per Palazzo Chigi. Ed è riemerso il nome di Luigi Di Maio, uno dei due leader della maggioranza del governo gialloverde, di andare incontro alle aspettative del presidente Mattarella che non ha mai fatto mistero di non gradire l’ipotesi di un governo politico guidato da un «esecutore» tecnico. Una candidatura quella di Di Maio vista di buon occhio anche dalla Lega che avrebbe come possibile compensazione la designazione di Giancarlo Giorgetti, braccio destro di Matteo Salvini, al ministero dell’Economia. Anche se per quanto riguarda la lista dei ministri, il Quirinale non ha preso in considerazione nessuno dei nomi circolati finora. La squadra di governo dovrà essere discussa tra il premier incaricato e il presidente della Repubblica come prevede la Costituzione.

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