Primo italiano positivo al coronavirus

È uno dei 56 connazionali rimpatriati da Wuhan, messo in quarantena nella città militare della Cecchignola. Sale a 30 il numero dei casi confermati in Europa

C’è un primo italiano positivo al coronavirus. Si tratta di un ricercatore italiano di 29 anni che lavorava in Cina rimpatriato da Wuhan e messo in quarantena nella città militare della Cecchignola insieme ad altri 55 connazionali. Dopo le analisi condotte sui tamponi è stato trasferito e messo in isolamento all’Istituto Spallanzani di Roma. Lo comunica l’Istituto superiore di sanità precisando in una nota che il paziente è attualmente ricoverato con «modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale».

LEGGI ANCHE: L’Oms frena sulle terapie sperimentali contro il coronavirus

«L’Iss – prosegue la nota – sta coordinando l’organizzazione della sorveglianza epidemiologica a livello nazionale e supporta i laboratori di riferimento regionali per garantire una prima diagnosi tempestiva. Nei casi di positività al primo test l’Istituto effettua le analisi di conferma comunicandole alla task-force del ministero della Salute». Allo Spallanzani si trovano sempre ricoverati il marito e la moglie cinesi contagiati dal virus e ammalatisi mentre stavano compiendo un giro turistico in Italia.

Nell’ultimo bollettino medico, l’ospedale dice che le condizioni cliniche della coppia cinese ricoverata restano «invariate, con i parametri emodinamici stabili» e che la prognosi rimane riservata. L’istituto romano specializzato in malattie infettive fa anche sapere che in totale nove pazienti sono ricoverati: oltre alla coppia cinese, ci sono altri 4 sono sottoposti al test in attesa di conoscere il risultato. Altri tre pazienti, invece, pur essendo risultati negativi, rimangono comunque ricoverati «per altri motivi clinici». In totale, dei 41 pazienti sottoposti al test per il virus, 32 sono risultati negativi e già dimessi. Non essendoci ancora cure efficaci riconosciute, l’ospedale sta trattando questa nuova polmonite virale con i farmaci indicati dall’Oms «come i più promettenti sulla base dei dati disponibili»: un antivirale comunemente utilizzato per la infezione da Hiv e il remdesivir, già utilizzato per combattere il virus Ebola.

Sale, invece, a 30 il numero dei casi di coronavirus confermati in Europa. In Gran Bretagna è stato confermato un terzo caso, che, come nei due precedenti non ha contratto l’infezione polmonare all’interno del Paese, ma all’estero. In Germania sono tredici i contagi accertati fino ad ora: l’ultimo, confermato oggi, è una donna bavarese di Traunstein.

Secondo gli ultimi dati globali sull’epidemia, sono ormai 565 i morti per il coronavirus, quasi tutti in Cina, mentre i contagi in tutto il mondo sono arrivati a 28.149 casi. Aumentano però anche le persone guarite, che sono più di mille. Intanto cresce l’attenzione sul caso della nave da crociera “Diamond Princess”, in quarantena al largo del Giappone dopo che sono stati accertati 20 casi di coronavirus: a bordo ci sono anche 35 italiani, Nessuno di loro, rassicura la Farnesina, è stato contagiato.

Tags
Back to top button
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi