Politica

Bonafede è salvo: bocciate le mozioni di sfiducia

Il Senato ha respinto sia quella del centrodestra sia quella di +Europa, con il voto decisivo di Italia Viva

Dopo giorni di accuse e minacce alla fine Italia Viva, il partito fondato da Matteo Renzi che fa parte della maggioranza di governo, non ha votato le mozioni di sfiducia ad Alfonso Bonafede. I 17 voti di Italia viva sono stati usati per respingerle entrambe. Si sono sommati ai 144 di Pd, Leu e Movimento 5 stelle. In totale hanno votato contro la prima mozione (quella del centrodestra) in 160, a favore invece in 131 (su 297 presenti e 292 votanti). La mozione della Bonino, invece, è stata appoggiata da 124 senatori, con 158 che l’hanno respinta. I presenti erano 302 e ben 19 si sono astenuti.

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Il ministro della Giustizia è al centro di estese critiche dopo le accuse del magistrato Nino Di Matteo, secondo il quale nel 2018 Bonafede gli negò un prestigioso incarico al ministero della Giustizia per via di alcune pressioni ricevute da boss mafiosi. Le mozioni di sfiducia riguardavano questioni diverse: quella del centrodestra accusava il guardasigilli di essere stato troppo morbido nella gestione delle carceri durante l’emergenza coronavirus che ha visto anche la scarcerazione di alcuni boss mafiosi. Quella di +Europa, che aveva come prima firmataria Emma Bonino, conteneva invece accuse più generiche e di principio, che attribuivano a Bonafede un approccio giustizialista e populista sulle carceri e un incremento non giustificato dello strumento delle intercettazioni.

«Riconosciamo ai senatori del centrodestra e alla senatrice Bonino di aver posto dei temi veri» ha detto Renzi parlando al Senato annunciando il voto contrario di Italia Viva. Prima della seduta, Renzi aveva detto che quello di oggi sarebbe stato «uno degli interventi più difficili della mia esperienza politica»: ha cominciato ricordando tutte le mozioni di sfiducia presentate dal Movimento 5 Stelle, il partito di Bonafede, contro i ministri dei governi a cui ha partecipato il Partito Democratico, sostenendo che se Italia Viva avesse applicato lo stesso approccio del M5S, Bonafede sarebbe stato rimosso. Ma la decisione è stata di votare contro le mozioni perché la sfiducia a Bonafede avrebbe comportato la caduta del governo.

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