• Cookie Policy
  • Chi siamo
mercoledì, Aprile 29, 2026
  • Login
Pickline
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute
No Result
View All Result
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute
No Result
View All Result
Pickline
No Result
View All Result

“De la poésie”, versi e verità di Philippe Jaccottet

Il poeta francese ci indica non un modello teorico per scrivere poesia ma una strada, un’esperienza da seguire

Francesco Capaldo by Francesco Capaldo
Marzo 12, 2023
in Libri
Reading Time: 3 mins read
A A
"De la poésie", versi e verità di Philippe Jaccottet

È il 1986. Reynald André Chalard deve affrontare un concorso difficile. Legge L’ignorant. Si avvicina per la prima volta alla poesia di Jaccottet. Fa fatica inizialmente a comprenderla. È ancora troppo legato al modello di Baudelaire, a Hugo e a Rimbaud. È in un momento di crisi, le sue certezze vacillano. Scopre un altro modo di fare poesia, inseparabile dall’atto stesso del respirare, dalla vita quotidiana, lontano dalle ‘altitudes romantiques et obsédé par l’infini poétique’ a cui era abituato.

In Jaccottet (cita come esempio la lirica La traversée dell’L’effraie) non c’è la bellezza ideale ma quella sperduta come un seme, che fugge via, consegnata ai venti, agli aranci, senza fare alcun rumore, (p. 10) che continua a fiorire, a caso, qua e là, nutrita dall’ombra. La sua arte mira a conciliare gli opposti, il limite e l’illimitato, il chiaro e l’oscuro, il respiro e la forma (p.11); rifugge da ogni forma di poetizzazione del mondo (p.13), da riduzioni del reale a letteratura, da artifici letterari (p.11).

Philippe Jaccottet, De la poésie (avec Reynald André Chalard), arléa, Parigi, 2020, euro 9.

Per il Poeta, che è consapevole che quando si gioca con le immagini può accadere che la ‘verità’ della parola ceda il posto al virtuosismo della scrittura (p. 14), il problema è, dunque, il nesso fra emozione e immagini: bisogna trovare il modo che la parola non finisca per occultare l’emozione poetica che ha generato la poesia, quel quid che forse è oltre le immagini stesse, che resta inaccessibile alla parola (p.14):

[…] et si tout ce que l’on essaie d’imaginer en dehors de ces limites n’est pas en dehors de l’image, et inacessible à la parole (La promenade sous les arbres) […]

La poesia di Jaccottet sembra legata alla morte: il suo approccio parte dal nulla per trovare dei momenti di pienezza, di grazia, di forza interiore (p. 14):

[…] À partir du rien. Là est ma loi. Tout le reste: fumée lointaine. (La semaison) […]

Per lui poesia e vita coincidono: ha la poesia quando letteralmente ha la vita. La sua adesione alla vita è però molto diversa da quella dei romantici: è senza enfasi, più austera, in alcuni passaggi più vicina alla mistica, e rispondente a un’idea che ha maturato negli anni, cioè che la difficoltà non è di scrivere ma di vivere in modo tale che la scrittura nasca naturalmente.

LEGGI ANCHE: Le “Poesie ritrovate” di Mario Luzi

Nella seconda parte del libro segue un entretien a Jaccottet (22 febbraio 1988). Qui egli, rispondendo a delle domande, ripercorre la sua esperienza di traduttore e di poeta. Per lui tradurre è una necessità (p.24); non sa, però, se questa necessità sia legata oppure no alla sua attività di poeta. Non è un teorico di professione. Si limita a riferire la sua esperienza, e partendo da questa definisce la poesia come la traduzione di un’emozione (p. 25) che mette in moto il processo della scrittura. Senza emozione la scrittura non è possibile. Rifiuta, quindi, in modo netto il Surrealismo, l’eloquenza, l’abuso di immagini, una poetica che riduce l’atto creativo a un gioco di parole o a un fatto puramente linguistico; ritiene al contrario che ci sia una stretta correlazione fra scrittura, reale, e mondo visibile. È lì che si instaura il rapporto con le immagini: il poeta come un traduttore traduce da un ordine generale che è fuori di noi (p.35), dà voce alla poesia nascosta che è nel mondo (p.36). Quando scrive deve, perciò, ricercare la leggerezza espressiva, la trasparenza totale, un’assenza di immagini e di sintassi, i termini giusti (p.33), quelli cioè meno lontani dall’emozione e da ciò che ha fatto nascere la poesia.

Jaccottet in De la poésie da poeta ci indica non un modello teorico per scrivere poesia ma una strada, un’esperienza da seguire. La sua scrittura e attività di traduttore è sorretta da un pensiero forte, da una ricerca interiore, da un’idea della poesia non scritta che va oltre le parole e di cui queste sono soltanto in parte depositarie. La sua è una grande lezione di rigore, di onestà, di ricerca continua della poesia ma anche della traduzione dei grandi. Una lezione su cui tutti noi dovremmo meditare se non vogliamo che la Poesia sia sempre più sottoposta a un inarrestabile processo di mercificazione, a una pratica estemporanea, a un gioco formale, a una perdita della ‘verità’ della parola.

Tags: De la poésiePhilippe JaccottetPoesiaReynald André Chalard
Share357Tweet223Share62ShareSend
Previous Post

Dopo Speranza indagata anche Lorenzin: non hanno aggiornato il piano pandemico

Next Post

Le chat tra Speranza e Brusaferro: così hanno imposto lockdown e restrizioni

Related Posts

Copertina del libro “L’umanità allo specchio” di Salvatore Maiorana con illustrazione stilizzata di volti e figure teatrali
Libri

L’uomo allo specchio: teatro, empatia e società nel pensiero di Salvatore Maiorana

Aprile 24, 2026
Copertina del libro Perché ero ragazzo di Alaa Faraj, storia di un giovane migrante tra carcere e scrittura
Libri

Dal carcere alla scrittura: la storia vera di Alaa Faraj diventa testimonianza

Aprile 10, 2026
Lo spazzolino, Luciana Mandarino debutta con una storia che resta addosso
Libri

Lo spazzolino, Luciana Mandarino debutta con una storia che resta addosso

Marzo 27, 2026
Copertina in bianco e nero ispirata a Poesie ultime e ritrovate, con ritratto intenso di un anziano poeta in primo piano e atmosfera raccolta.
Libri

Titolo: Mario Luzi, la poesia come luce dentro il tempo

Marzo 23, 2026
Next Post
Le chat tra Speranza e Brusaferro: così hanno imposto lockdown e restrizioni

Le chat tra Speranza e Brusaferro: così hanno imposto lockdown e restrizioni

  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute

© 2021 Casa editrice: MAURFIX S.r.l.
P. IVA 02713310833 - ROC n. 31556 - ISSN 2611-528X
PICKLINE è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 89 del 22/05/2018
Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
Direttore Responsabile: Giusy Bottari
Mail: redazione@pickline.it

Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Cultura
  • Libri
  • Spettacoli
  • Turismo
  • Salute

© 2021 Casa editrice: MAURFIX S.r.l.
P. IVA 02713310833 - ROC n. 31556 - ISSN 2611-528X
PICKLINE è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 89 del 22/05/2018
Fondatore e Direttore Editoriale: Maurizio Andreanò
Direttore Responsabile: Giusy Bottari
Mail: redazione@pickline.it

Alcune delle immagini pubblicate su questo sito sono state reperite da Internet e sono quindi ritenute di pubblico dominio. Se l'autore di una qualsiasi immagine ritenesse che la sua presenza sul nostro sito leda i propri diritti, è invitato a contattarci all'indirizzo email redazione@pickline.it. Dopo la ricezione della comunicazione e la verifica della richiesta, provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini in questione.